Peretola, cambia l’altezza dei sorvoli. E 6 milioni di turisti in 48mila aerei

Con la nuova pista i velivoli sparirebbero dalle ’teste’ di circa 7mila fiorentini. Ma Sesto e Campi dicono no

Non c’è alcuna valutazione finale sul nuovo masterplan aeroportuale e il documento della sottocommissione Vas della Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto ambientale del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica è solo l’atto formale con il quale il ministero ha concluso la sua fase di scoping.

Parola di Toscana Aeroporti che, nonostante le pesanti valutazioni della commissione tecnica accolte con grande soddisfazione dal fronte no aeroporto, ribadisce che l’iter per il nuovo Vespucci non si ferma.

I prossimi passi dell’iter dimostreranno se il masterplan al 2035 ‘reggerà’ ma, a oggi, i dati sono quelli già noti su cui si sono confrontati aspramente, negli ultimi mesi, i favorevoli ed i contrari all’infrastruttura.

Le ‘cifre’ partono dalla lunghezza della pista, 2.200 metri, più estesa rispetto all’attuale, pari a 1650 metri circa, ma più corta rispetto a quella ipotizzata nel precedente masterplan, 2.400 metri bocciato dalla giustizia amministrativa. L’area di trasformazione per il nuovo terminal, nel progetto di sviluppo al 2035, ha invece una estensione di 294.300 metri quadrati e si colloca perpendicolarmente all’attuale pista di volo con una parte edificata di 40mila metri quadrati. Fra gli elementi che più hanno fatto discutere (e anche ironizzare i ’no aeroporto’) la presenza di una vite sopra l’involucro verde che dovrebbe, secondo il progetto presentato, coprire terminal, una nuova piazza che dovrebbe separare l’area arrivi da quella partenze e parcheggio.

Al di là delle opere previste un dato che ha fatto molto dibattuto è quello relativo all’impatto che la nuova pista 11-29 avrebbe sui sorvolati: secondo i dati diffusi anche durante le riunioni del dibattito sull’aeroporto già effettuato le persone esposte a rumorosità ambientale superiore ai 60 decibel calerebbero drasticamente, passando da circa 7mila ad appena 12. I maggiori benefici riguarderebbero le zone di Brozzi, Quaracchi e Peretola, aree in cui i residenti sono sottoposti, quotidianamente e da anni, al passaggio di aerei a poche decine di metri dalle loro teste. Non a caso una tappa del tour promosso da Toscana Aeroporti durante il dibattito pubblico era stata proprio a Quaracchi per assistere al passaggio ‘in diretta’ di un aereo e non a caso, in ottobre, il ’fronte per il sì’ al progetto del nuovo aeroporto aveva sfilato chiedendo proprio di eliminare, o comunque ridurre, il rumore nei quartieri più toccati dal problema attraverso la nuova pista.

Molto alti, in proiezione, i numeri dei passeggeri previsti con il nuovo masterplan, 5 milioni e 800mila (nel 2023 sono stati 3 milioni, dato record fino ad oggi con un incremento del 38,1% nei primi 11 mesi dell’anno): cifra monstre che ha fatto invece mobilitare chi si batte contro l’aeroporto e contro il fenomeno, già pressante, dell’overtourism. Ben 48.500, poi, i futuri movimenti aerei annui. Per quanto riguarda le quote di sorvolo in atterraggio, invece, le cose subirebbero decise modifiche rispetto alla situazione attuale.

Al momento gli aerei in arrivo sorvolano a 500 metri Lastra a Signa, a 240 il Casello A1 di Scandicci, 100 metri Brozzi, addirittura 75 Peretola (via Michelacci) e 60 metri via Pistoiese. Le previsioni future vedono invece una quota di sorvolo in atterraggio di 500 metri a Cafaggio (frazione di Prato), 250 metri a Capalle (via Tabernacolo) e 240 metri sempre a Capalle ma in via Volta con uno spostamento delle ‘rotte’ più verso l’area di Campi Bisenzio e Signa.

Quanto allo scenario temporale al 2035 la prima fase degli interventi per il nuovo scalo, con l’entrata in esercizio della nuova pista di volo e della nuova aerostazione era indicata entro il 2026. Ipotesi che appare piuttosto ottimistica. Il prossimo passo previsto per l’iter è ora la presentazione da parte dei proponenti dello Studio Ambientale Integrato su cui sarà avviata la procedura finalizzata all’espressione del giudizio di sostenibilità Via-Vas. Solo in questa fase potranno essere presentate osservazioni formali che, sicuramente, arriveranno a pioggia. Alla fine di questa ultima fase il Ministero dell’Ambiente, di concerto con quella della Cultura, esprimerà il parere di sostenibilità ambientale del piano e di compatibilità ambientale delle opere incluse.

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