Case
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Firenze, 15 aprile 2019 - I soldi per l’affitto li metterebbe il Comune, ma trovare casa è impossibile. Non funziona, a Firenze, il «contributo per la morosità incolpevole», nato per non lasciare senza casa chi si è trova sotto sfratto senza colpa. La legge prevede infatti che in particolari casi (perdita del lavoro, riduzione dell’orario o malattia), si possa avere aiuto per pagare un nuovo affitto. «Si ricevono fino a 12mila euro l’anno – spiega la segretaria regionale e fiorentina del Sunia, Laura Grandi – per fare un nuovo contratto a canone concordato. In alternativa si possono avere fino a 8mila euro da dare al proprietario che rinvii lo sfratto fino all’assegnazione dell’alloggio popolare».

Eppure nessuno sembra accettare quei soldi. «A Firenze – continua Laura Grandi – dove il mercato degli affitti è ‘drogato’ dalla locazione turistica, trovare casa con il contributo per la morosità incolpevole è impossibile. Presentarsi a un’agenzia immobiliare con l’assegno del Comune non solo non è un vantaggio, ma diventa un problema: basta mostrarlo e vieni escluso». D’altronde a Firenze, le ‘pretese’ dei proprietari di casa sono sempre più alte. Si chiede la busta paga, il Cud, il contratto di lavoro, a volte l’Isee.

Nei giorni scorsi ha fatto discutere un annuncio che chiedeva «un reddito mensile dimostrabile di almeno 1600 euro» come requisito base per prendere in affitto una casa a 750 euro al mese. «L’80% delle abitazioni di Firenze è in locazione turistica – conclude Laura Grandi – e quindi per gli affitti ordinari c’è moltissima domanda e poca offerta. Così gli interessati vengono sottoposti a un vero screening. Si dà precedenza a dipendenti pubblici, italiani, uomini e assunti a tempo indeterminato. Hanno vita difficilissima tutti gli altri, soprattutto donne sole, precari, anziani e stranieri».

A confermare  le difficoltà, anche i dati di Palazzo Vecchio. Nel 2017 e nel 2018 dalla Regione al Comune sono arrivati zero fondi per la morosità incolpevole, proprio perché i soldi sono stati volutamente dirottati su altri capitoli (soprattutto contributo affitti). Chi ha fatto richiesta (poche famiglie) ha comunque ricevuto le somme richieste attraverso i fondi messi a disposizione dal Comune o dallo Stato. «In tutto sono stati attribuiti, nel triennio 2015-2018, circa 400 contributi – spiega l’assessore alla casa di Firenze, Sara Funaro –. Purtroppo lo strumento funziona poco: per questo, quando possibile, dirottiamo i soldi sul contributo affitti, che è molto più efficace e che previene lo sfratto invece di agire a posteriori».