Giorgio Morales (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)
Giorgio Morales (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Firenze, 30 novembre 2020 -  "Ricorderemo Giorgio Morales anche intitolandogli una strada della nostra città, come è stato fatto con i grandi sindaci di Firenze. Lo annunceremo nei prossimi giorni. Sta a noi poi portare in fondo ciò che Morales sognava per Firenze: un nuovo sistema di mobilità e infrastrutture moderne che potessero legare la città al resto d'Europa. Oggi abbiamo nelle nostre mani l'occasione di realizzare la Firenze che lui immaginava, sognava, progettava".

Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, ricordando in Consiglio comunale, convocato in videoconferenza, Giorgio Morales, morto ieri. Nardella ha ricordato che Morales è stato "un uomo di eleganza innata, di grande cultura, con la capacità di rispettare e ascoltare gli altri. Aveva uno stile tutto suo, di un gentiluomo di cui oggi forse ci sarebbe molto bisogno. Lui ci ha insegnato che un sindaco bravo deve coltivare due visioni: gestire le città giorno per giorno, le sue emergenze e immaginandola da lì a 40 anni".

Morales, ha detto ancora Nardella, "ha sempre avuto a cuore il tema dello sviluppo delle infrastrutture fiorentine, dalle tramvie all'aeroporto. È stato il primo sindaco a impostare lo sviluppo infrastrutturale basato sulle tramvie" così come "si è sempre battuto per l'aeroporto". Il sindaco ha ricordato anche che fu Morales "a istituire i quartieri nel 1976" e sullo sviluppo della città «intuì la necessità di non avere più quartieri periferici e isolati ma collegati al centro storico. C'è un filo rosso che lega la Firenze di oggi a quello di allora». Il sindaco si è poi soffermato sulla strage dei Georgofili del 1993: "Si trovò ad affrontare il momento più cupo per Firenze dall'alluvione del 1966 - ha sottolineato -. In quel periodo Morales ha saputo interpretare al meglio lo spirito di rivalsa, ripartenza, rinascita della città, accompagnandola col suo fare mite ma deciso".