DISANDRA NISTRI
Cronaca

Mappa dei neuroni del linguaggio. C’è Sesto nello staff dei luminari

L’eccezionale ricerca ha visto l’apporto del Laboratorio europeo di spettroscopie non lineari del campus

Mappa dei neuroni del linguaggio. C’è Sesto nello staff dei luminari

Mappa dei neuroni del linguaggio. C’è Sesto nello staff dei luminari

di Sandra Nistri

Per la prima volta in assoluto è stata effettuata la mappatura neuronale in alta risoluzione della porzione del cervello umano preposta al linguaggio, l’area di Broca. La ricerca, realizzata da un team di istituzioni di ricerca internazionali e pubblicata sulla rivista Science Advances, ha visto l’apporto fondamentale, come solo partner italiano, del Laboratorio Europeo di Spettroscopie Non Lineari (LENS) con sede all’interno del campus universitario e tecnologico di Sesto.

In particolare il team – il cui responsabile scientifico per l’unità italiana è Francesco Saverio Pavone, docente di Fisica della materia presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Ateneo fiorentino e associato al LENS ed al Cnr-Ino - ha creato un atlante cellulare completo della corteccia cerebrale del cervello umano a livello di singola cellula ricostruendo l’architettura cellulare di una regione del lobo frontale del cervello, nota come area di Broca.

La comprensione approfondita dei tipi di cellule cerebrali e la loro distribuzione spaziale è essenziale per capire come i circuiti neurali generano percezioni e comportamenti complessi ma anche per poter trovare possibili terapie o, comunque ausili, per alcuni tipi di malattie e degenerazioni cerebrali: "La conoscenza della citoarchitettura – spiega infatti il professor Pavone - è fondamentale perché molte patologie del cervello possono essere attribuite ad una disfunzione relativa alla parte di funzionamento fisiologico ma anche alla sua struttura. Quindi, evidenziare una dipendenza tra una citoarchitettura alterata ed una sana in termini di una patologia, può aiutare a realizzare una terapia farmacologica che sia indirizzata non solo alla parte di funzionalità ma anche all’architettura del cervello. Poi questa mappatura è utile per tutte quelle che possono essere interfacce esterne che aiutino a recuperare una certa funzionalità persa, ad esempio la possibilità di potersi esprimere per una persona che ha perso l’uso della parola. Collegare dei sistemi che possano riprodurre un suono, la parola, attraverso non la bocca e le corde vocali ma una macchina esterna direttamente collegata con il cervello, presuppone una conoscenza molto accurata dell’anatomia di questa parte del cervello".

Per portare a termine la ricerca il team ha sviluppato, fra l’altro, un nuovo modo per documentare e quantificare l’organizzazione cellulare dei neuroni a livello micrometrico mantenendo il riferimento spaziale macroscopico del cervello intero. Questo approccio, applicato ad oggi a una singola area del cervello, potrà essere applicato in futuro a varie aree, perfino a interi emisferi. Per i risultati ottenuti la squadra di ricerca internazionale ha anche ottenuto un nuovo importante finanziamento di circa 4,5 milioni di dollari dal National Institutes of Health (NIH) per un progetto della durata di tre anni all’interno del programma americano "Brain Connects".