Ma la Fiorentina vuole restare al Franchi

La Fiorentina attende notizie certe sul progetto del Padovani e valuta l'ipotesi di trasferirsi a Empoli o altri stadi. Intanto spera di disputare le partite al Franchi sottoposto a lavori mirati.

La Fiorentina cosa ne pensa e, soprattutto, cosa ha intenzione di fare? L’immagine è sempre quella di un club che si mantiene a distanza dal possesso palla di Palazzo Vecchio e aspetta di valutare il progetto che riguarderà il Padovani. La speranza però è quella di disputare le partite all’interno del Franchi sottoposto a lavori ’mirati’ per conservare l’agibilità di alcuni spazi per gli spettatori.

Non è infatti cambiato l’ordine delle preferenze del club: al primo posto resiste l’ipotesi dell’attuale stadio e al secondo – con le specifiche che vedremo – rimane il trasloco al Padovani.

A proposito del quale però devono essere definiti tutti i contorni, in attesa anche di rinegoziare un canone di concessione ridotto rispetto all’attuale corrisposto per l’utilizzo del Franchi.

Ma dal punto di vista della Fiorentina tutto è ancora vago per assenza di notizie certe.

Nel "nuovo" Padovani dovrebbero essere rispettati gli obblighi stabiliti da Federazione e Lega per disputare le partite di serie A (fra queste una capienza minima di 16mila spettatori, anche se sono possibili deroghe al ribasso, entrate e uscite a norma di sicurezza, spazi per le televisioni e in generale per i media, parcheggi, aree commerciali). La dimensione di queste ultime e gli incassi che ne deriveranno non saranno per il club viola un particolare trascurabile, essendo già scontata una riduzione dei ricavi per una capienza che sarà in ogni caso sensibilmente ridotta.

E l’ipotesi di trasferirsi a Empoli o in altri stadi non lontanissimi da Firenze? Prospettiva più che mai vaga, che fra l’altro la Fiorentina considera al terzo posto dopo le due già citate in precedenza. La partita sull’eventuale trasloco durante i lavori resta tutta da giocare e non è cambiata la linea della Fiorentina che aspetta notizie certe e soprattutto un progetto da poter valutare.

Angelo Giorgetti