L’urlo dei giovani "Più spazi per socializzare"

Una rilevazione fatta dal Comune tra studenti, docenti e genitori ha fatto emergere istanze e problemi. Chiesti anche luoghi per lo sport

L’urlo dei giovani "Più spazi per socializzare"

Al questionario hanno risposto 1194 studenti, 720 genitori e 136 docenti

La partecipazione come strumento educativo per i giovani. Il tema delle politiche giovanili è centrale a Scandicci, che da sempre cerca di uscire dall’immagine della città che non è a misura di ragazzo. I dati di partenza emergono da una rilevazione che l’amministrazione ha eseguito all’interno della comunità educante, ossia tra i ragazzi, gli insegnanti, le famiglie della città. Le richieste principali arrivate dai giovani sono avere spazi per socializzare, e sport gratuito. Al questionario hanno risposto 1194 studenti, 720 genitori e 136 docenti di Scandicci. Tra i problemi più sentiti, anche dai più piccoli, secondo i risultati ci sono lo stress e dell’ansia legata alla scuola e al carico di studio.

La fotografia che emerge rispetto al benessere giovanile si differenzia in base all’età dei partecipanti: all’aumentare dell’età cresce infatti l’esigenza di spostarsi e di avere maggiori offerte culturali e sociali; uno dei settori che rappresenta un’offerta particolarmente apprezzata è quella dello sport che, tuttavia, mostra anche una differenza di genere. Sul fronte della socialità, soprattutto per i più grandi, viene rilevata l’esigenza di una maggiore valorizzazione di luoghi come piazze, giardini che potrebbero divenire luoghi migliori dove ritrovarsi.

"L’altro giorno – ha detto l’assessore all’Istruzione, Ivana Palomba – la comunità educante è tornata a riunirsi. A partire dalla rilevazione di bisogni e criticità riguardanti bambini e ragazzi abbiamo messo in atto una serie di azioni di comunità per accogliere e alleggerire tali criticità".

Di particolare impatto, "sono stati l’elezione del primo sindaco dei ragazzi - continua –, le giornate del volontariato nelle scuole secondarie inferiori per coinvolgere attivamente i ragazzi in attività a supporto della comunità (AVIS, Humanitas, Angeli del bello, Auser, Misericordia, Croce rossa, La Racchetta per la protezione antincendi), corsi di formazione e supporto per famiglie, ma anche per educatori e insegnanti di tutti i gradi dell’educazione e istruzione e per istruttori sportivi, coordinamento e supporto nella costruzione di patti educativi tra i servizi educativi del sistema integrato e le realtà associative e imprenditoriali del territorio". L’obiettivo – conclude – "è dare una risposta a quello che tanti studenti hanno espresso nel questionario e che deve indurci a una riflessione profonda: Gli adulti non ci vedono veramente".

Fabrizio Morviducci

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