
Il 4 settembre. sul palco del Parco Dante Tacci di San Casciano dalle 21.30 saliranno Mattia Villardita e Zia Caterina
Sorridere. Per amore, contro le paure della malattia, contro il terrore della mancanza di speranza e di vita. Il filo conduttore scelto dalla Festa del Volontariato sancascianese per la 19sima edizione che inizia domani, attraverserà in modo particolare la serata del 4 settembre quando sul palco del Parco Dante Tacci di San Casciano dalle 21.30 saliranno Mattia Villardita-Spider-Man e Zia Caterina, condotti dall’attore e regista Andrea Bruno Savelli.
Mattia Villardita di professione tecnico portuale e per scelta il volontario-eroe, savonese, 32 anni, ha una missione da compiere tutti i giorni: mascherarsi da Spiderman e far sorridere i bambini che non hanno voglia di sorridere.
Come nasce l’idea di strappare un sorriso nei panni dell’Uomo Ragno?
"A 6 anni mio nonno mi regalò un fumetto di Spider Man, ne fui letteralmente stregato, mi piacquero la storia, le imprese, i poteri magici del supereroe che elessi da subito mio primo grande amico, a lui mi affidai nei momenti più difficili: a 7 anni, per un problema importante che mi portò in fin di vita, trascorsi un lungo periodo di degenza all’ospedale. È qui che i miei familiari me lo resero particolarmente vicino: speravo ogni giorno di vederlo arrivare dalla finestra della stanza dove ero ricoverato".
E poi che è successo?
"Naturalmente non è mai arrivato...ma ho trovato in lui la forza, il coraggio, la determinazione di realizzare un’ispirazione solidale e volontaria. Che oggi vivo come una vera e propria missione, sostenuta da un forte sentimento di gratitudine verso tutti coloro che mi hanno aiutato ad essere quel che sono, a camminare, recuperare l’utilizzo di una parte dell’arto inferiore. Ho lottato per anni con tutte le mie forze, ed in particolare dai 14 ai 19 anni".
Da bambino Mattia sognava, oggi che persona è?
"Sono semplicemente me stesso, una persona normalissima che vuole investire sul proprio tempo e farlo bene, un ragazzo che certamente ha sofferto ma che non si è arrabbiato".
Dove svolge il suo ‘viaggio’ da eroe?
"Negli ospedali, ricordo che il mio primo costume lo indossai 10 anni fa al San Paolo di Savona, ma anche nelle case private, e da qualche tempo mi reco all’estero, sono stato in Tanzania, Zanzibar, Giappone, Lituania, Albania, Spagna e tante altre destinazioni ho già programmato per raggiungere le strutture sanitarie e gli orfanotrofi che hanno richiesto un mio passaggio. Ricevo oltre 400 messaggi al giorno".
Che tipo di reazioni la accolgono?
"Chi dà il cuore non può che ricevere cuore e di fronte ad un personaggio universale ed evergreen come Spider-Man le reazioni sono straordinarie, le emozioni che condivido con i bambini e le bambine che incontro non hanno prezzo, faccio sorridere piccoli e piccole che non sorridevano da tempo, tutto questo mi rende felice, mi appaga, sento già di aver ‘vinto’ nell’offrire un aiuto per la vita delle persone".
Coltiva altre passioni?
"Si, amo scrivere, anche se il mio obiettivo non è fare lo scrittore".
Che rapporto ha con il Chianti e cosa si aspetta dalla serata di San Casciano?
"È la prima volta che raggiungo questo angolo meraviglioso di Toscana, sono felice di prendere parte quale ospite e non vedo l’ora di poter riabbracciare Zia Caterina".
Andrea Settefonti