L’inchiesta. Ora il governatore è indagato per falso

Salta l’interrogatorio di Spinelli. Nuovo filone discariche

L’inchiesta. Ora il governatore è indagato per falso

L’inchiesta. Ora il governatore è indagato per falso

Il capo di gabinetto della Regione Liguria, Matteo Cozzani, rompe, anche se solo parzialmente, il muro di silenzio eretto dagli indagati. Dopo la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere esercitata dall’ex presidente dell’autorità portuale, Emilio Paolo Signorini, e dal governatore Giovanni Toti, Cozzani – che si trova agli arresti domiciliari per corruzione e corruzione elettorale con aggravante mafiosa ed indagato anche nel filone parallelo aperto alla Spezia – non ha risposto all’interrogatorio di ieri mattina ma ha consegnato al gip, Paola Faggioni, alcune dichiarazioni spontanee. Tra queste, l’intenzione di dimettersi dalla sua carica in Regione.

"Cozzani ha negato gli addebiti che sono stati mossi, non ha potuto entrare nel merito delle singole contestazioni perché in questa fase non è possibile farlo – ha detto l’avvocato Massimo Ceresa Gastaldo –. Ha comunque precisato che le esigenze cautelari non sono più attuali perché non ricoprirà più la carica di capo di gabinetto".

Per un clamoroso errore nella notifica, non si è invece svolto l’interrogatorio dell’imprenditore Aldo Spinelli, rinviato quindi a lunedì. Si era presentato al palazzo di giustizia convinto che fosse il suo turno ma dalla cancelleria del giudice non erano partite le pec ai suoi difensori, Andrea

Vernazza e Paolo Gatto.

"Gli avvocati non ci sono, mi hanno lasciato solo", la battuta di Spinelli ai cronisti che lo hanno avvicinato. A chi gli chiedeva cosa pensasse delle accuse che gli sono state rivolte ha risposto "Ma guardi, male non fare paura non avere". E a una domanda sull’ex presidente dell’autorità portuale, ha risposto: "Signorini? un amico".

Lunedì, è convocato dal gip anche il figlio di Spinelli, Roberto (interdetto), di Mauro Vianello – altro imprenditore accusato di aver corrotto Signorini – e di Francesco Moncada, ex consigliere di amministrazione di Esselunga, accusato di aver corrotto Toti e di aver finanziato in maniera illecita il suo comitato elettorale. Ma dal magma degli avvisi di garanzia di questi giorni e dei fascicoli parzialmente scoperti con le perquisizione, emergono nuove figure coinvolte nella maxi inchiesta – siamo a 30 indagati – e anche nuove contestazione. Il governatore ligure è indagato anche per falso, un’accusa legata alla gestione delle discariche in provincia di Savona. Per quella vicenda è indagato per corruzione Pietro Colucci, imprenditore campano che gestisce una galassia di imprese che si occupano di rifiuti. Colucci, che con le sue società ha finanziato per 195mila euro i comitati di Toti, è indagato anche per finanziamento illecito.

ste.bro.

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