Leggere i geroglifici Svolta del Cnr. L’intelligenza artificiale come alleata

Il progetto arriva dalla sede di Sesto e si basa su un algoritmo in grado di riconoscere i simboli

Leggere i geroglifici Svolta del Cnr. L’intelligenza artificiale come alleata
Leggere i geroglifici Svolta del Cnr. L’intelligenza artificiale come alleata

Parlare di ‘traduzione’ è sicuramente improprio ma l’Intelligenza Artificiale sta iniziando a ‘decifrare’ la lingua dell’antico Egitto, fornendo strumenti preziosi a chi studia questa civiltà così affascinante. Il progetto, nato nel 2019, è opera di un team formato dai ricercatori Andrea Barucci e Costanza Cucci dell’Istituto di Fisica applicata "Nello Carrara" del Cnr con sede a Sesto e dai ‘colleghi’ dell’Università di Firenze Fabrizio Argenti, Tommaso Guidi, Marco Lo Schiavo, Lorenzo Python, con la consulenza di alcuni egittologi, e sta portando a risultati sorprendenti: "Per la prima volta in assoluto al mondo – spiega Andrea Barucci – quattro anni fa siamo riusciti a sviluppare alcuni algoritmi basati su reti neurali per l’analisi delle immagini fotografiche dei geroglifici egizi. La scommessa è stata quella di applicare un metodo che già veniva utilizzato in medicina, per l’analisi di immagini biomediche, al riconoscimento di simboli antichi e da qui è iniziato il primo lavoro di scrittura del software". Inizialmente il primo algoritmo sviluppato, Glyphnet, riconosceva un solo simbolo alla volta ma poi, anche grazie allo studio fatto su immagini di più di 700 geroglifici provenienti da musei con grandi collezioni come l’Egizio di Torino, il Metropolitan Museum di New York o il Museo Archeologico di Firenze, il sistema si è evoluto fino a riconoscere tutti i simboli contenuti in una immagine: "Siamo riusciti cioè – prosegue Barucci – a segmentare, ossia ad identificare le forme dei vari geroglifici presenti nelle immagini e questo ci consente di confrontare i simboli, di vedere con quale occorrenza ricorrono, le loro differenze o somiglianze. La percentuale di accuratezza del riconoscimento varia, dal 60 al 98%, perché in queste tavole ci sono differenze che dipendono anche dal materiale utilizzato. Se è vero, infatti, che i simboli sulla pietra si somigliano molto proprio perché incisi quelli realizzati su altri materiali, ad esempio i papiri, invece mostrano diversità dovute alle diverse mani. Ecco questo potrebbe essere un passo ulteriore, auspicato dagli egittologi, quello di poter riconoscere le mani degli autori analizzando i tratti peculiari presenti nei diversi geroglifici. Chiaramente non si parla di traduzione, non si parla di grammatica ma queste indicazioni potrebbero essere utilissime per chi si occupa dell’antico Egitto. Il progetto, comunque, proseguirà e speriamo di poter arrivare presto a nuovi risultati".

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