EMANUELE BALDI; SONO
Cronaca

Le edicole, patrimonio da salvare. Tante città varano norme ad hoc

Da Firenze a Grosseto, ecco come la Toscana sceglie di proteggere le rivendite di giornali, presidi di sapere

Le edicole, patrimonio da salvare. Tante città varano norme ad hoc

Le edicole, patrimonio da salvare. Tante città varano norme ad hoc

di Emanuele Baldi

FIRENZE

Sono forse le ultime ancore di umanità analogica, presidi di sapere nel vortice della tempesta perfetta del digitale che spiana la strada a un mondo veloce e pratico sì, ma anche frenetico e sempre più distratto. Ecco perché le edicole oggi devono essere difese e al contempo incentivate. A Firenze, specie nel centro storico, troppe con il tempo si sono riciclate trasformandosi in rivendite di souvenir, dove quotidiani e settimanali finiscono annidati negli anfratti, nascosti magati da grembiuli con gli attributi del David stampati sopra e improbabili statuine colorate.

Per arginare il fenomeno Palazzo Vecchio – tra i primi in Italia – ha di recente redatto un piano che prevede una regola molto semplice: tutte le edicole di Firenze dovranno avere il 70% della superficie di vendita (compreso il fronte) dedicata alla mostra di giornali e prodotti dell’editoria in genere e non oltre il 30% dedicata all’esposizione di altri beni (espressamente indicati nel regolamento e comunque non alimentari). L’amministrazione ha anche stabilito, per chi non rispetta questa nuova norma, un sistema di sospensioni che possono arrivare alla decadenza della concessione di suolo pubblico per quelle in area Unesco. Ma non solo in riva all’Arno si studiano strategie per sostenere queste attività.

Il Comune di Grosseto ad esempio attualmente ha in vigore due disposizioni per agevolare l’attività e in certi casi la sopravvivenza di edicole nel suo territorio. La prima è quella relativa a uno sconto del 15% sull’occupazione del suolo pubblico. Una disposizione che l’Amministrazione comunale ha predisposto durante il periodo del Covid ma che sta mantenendo tuttora.

La seconda consiste in una delibera che amplia la possibilità di offrire all’interno delle edicole prodotti che non siano strettamente legati all’editoria: l’edicola di piazza Rosselli, per fare un esempio, vende da tempo caramelle e lecca lecca per bambini.

Risalendo la costa verso nord scopriamo che a Livorno Nelle edicole che espongono l’adesivo “Il Comune in edicola” - ad oggi 18 in città - coloro che non possiedono un computer o che hanno poca dimestichezza con internet, possono trovare un prezioso supporto per alcune pratiche anagrafiche. Ovvero possono utilizzare le strumentazioni informatiche degli edicolanti per prenotare l’appuntamento per rinnovare la carta di identità e cambi di residenza. Inoltre gli edicolanti metteranno a disposizione la modulistica necessaria per l’attivazione delle procedure anagrafiche sopra indicate.

Una facilitazione di non poco conto per molte persone, un nuovo servizio che parte in via sperimentale grazie ad una convenzione tra Comune di Livorno e l’associazione Sinagi che rappresenta gli edicolanti, della durata di 3 anni, rinnovabile per altri 3.

Infine c’è da segnalare l’iniziativa del comune di Chiusi che all’inizio dell’anno ha lanciato un bando a sostegno delle edicole, motivato dall’importanza del sostegno ai presìdi di informazione. Tra i requisiti richiesti c’è quello di garantire almeno quattordici domeniche di apertura all’anno. Hanno già aderito quattro attività che hanno avuto 450 euro una tantum.

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