
Il sindaco aspetta fiducioso dopo il pellegrinaggio: "Confidiamo che i Vescovadi accolgano il nostro desiderio".
La missione, come previsto, l’ha portata a termine: consegnare agli arcivescovadi di Firenze e Fiesole la richiesta di cambio del santo patrono. Ora c’è attesa trepidante per la risposta da parte del sindaco David Baroncelli, che ha effettuato un pellegrinaggio di circa 100 chilometri prima di consegnare la lettera. E da parte della comunità. "Siamo certi che la risposta giungerà, confidiamo nella speranza che i Vescovadi di Firenze e Fiesole possano esprimere valutazioni positive e accogliere la nostra richiesta che parte dal basso, un desiderio di cui mi sono fatto portavoce e ambasciatore camminando".
È l’augurio che il sindaco David Baroncelli, a distanza di qualche giorno dal cammino da Sambuca a Vallombrosa e da Vallombrosa a Firenze, porta con sé insieme alla soddisfazione e all’orgoglio di aver tenuto fede alla promessa, fatta a se stesso e alla comunità. La richiesta, sollecitata dalle istanze dei cittadini e di alcune associazioni di Barberino Tavarnelle, è di istituire quale patrono del Comune di Barberino Tavarnelle San Giovanni Gualberto al posto di San Pietro. Per farlo il sindaco ha scelto di andare a piedi passando attraverso le abbazie di Badia a Passignano e Monte Scalari. Un cammino speciale, un percorso del silenzio, lungo, faticoso, che si è addentrato nel cuore verde del Chianti e del Valdarno, si è inerpicato tra i boschi, i sentieri, le strade bianche, le aree di campagna più scoscese e ripide, in ascolto di quella natura, simbolo del creato, che il santo dei Forestali d’Italia, San Giovanni Gualberto, fondatore della Congregazione vallombrosana, ha insegnato mille anni fa ad amare, coltivare, curare. Una figura carismatica, la cui opera religiosa è associata ai temi del perdono, della pace e della riconciliazione, e che visse in prima persona il territorio di Sambuca.
Al santo è dedicato anche un sentiero escursionistico, l’anello di San Giovanni Gualberto, che si snoda dal ponte di Romagliano a Sambuca fino a Badia a Passignano e assume i contorni leggendari del suo passaggio, testimoniati dalla presenza del Masso del Particino, il blocco di pietra che secondo la leggenda il Demonio scagliava contro il santo mentre si riposava, della cappella di San Giovanni Gualberto e dalle impronte del cavallo con cui il monaco attraversava i luoghi fluviali e le aree naturalistiche del Chianti.
Andrea Settefonti