La carica dei supplenti Sono 2.900 in cattedra "Ma lo spettro caro-affitti porterà tanti a rifiutare"

Prima tornata di nomine per attribuire gli incarichi del prossimo anno. Circa 700 i posti dati a ruolo ma per troppi la continuità resta un miraggio. I sindacati: "Prezzi troppo alti per mantenersi da precari a Firenze".

di Elettra Gullé

Tutti incollati al pc per conoscere il proprio destino, almeno per l’anno scolastico che sta per iniziare. Ieri, prima tornata di nomine per attribuire gli incarichi di supplenza annuale. Nella provincia fiorentina, sono 2.900 i posti disponibili dalle Gps, ovvero le graduatorie provinciali di supplenza. 699 invece i posti dati a ruolo.

Il 15 settembre suonerà la prima campanella. E la buona notizia c’è: tutti i docenti dovrebbero essere al loro posto.

"Abbiamo fatto le operazioni un po’ in anticipo in modo da avere tutto il tempo, dal 4 settembre, di aggiornare le disponibilità e assegnare i posti rimasti scoperti facendo una seconda tornata di nomine - afferma Susanna Pizzuti, direttrice dell’Usp -. Possiamo dire che, sì, al suono della prima campanella, la grandissima parte dei posti sarà coperta". Un tempo le convocazioni erano in presenza. Adesso, invece, è l’algoritmo ad assegnare i posti, certo sulla base delle preferenze espresse dai docenti.

Ma tutti avranno accettato il posto? Anche a Firenze si temono i ‘no’. "Ci preoccupa il fatto che, come al nord, cresca il numero di rinunce per l’impossibilità, con uno stipendio da prof, di vivere in città carissime come Firenze", osserva Claudio Gaudio della Cisl.

Sulla stessa scia Emanuele Rossi, Flc-Cgil: "La difficile congiuntura economica ci porta a pensare che in tanti saranno costretti a rinunciare al posto. Potrebbero non venir coperte le scuole più centrali per via degli affitti insostenibili, così come quelle più periferiche, a causa del forte aumento dei trasporti".

Facendo due conti, il 40% dell’organico si regge su docenti precari. Insomma, il famoso male della ‘supplentite’ permane e, dunque, per moltissimi studenti la continuità didattica rimane un miraggio.

Una delle scuole con più precari è l’Iis Sassetti-Peruzzi, a Novoli. "Attendo 70 supplenti su un totale di 200 insegnanti - spiega il preside Osvaldo Di Cuffa -. Più di 40 sono sul sostegno. Comunque, molti di questi precari già li conosciamo, al contrario dei prof neo-immessi in ruolo".

"La difficoltà maggiore? – prosegue – Formare tutti i nuovi docenti alle particolarità didattiche del nostro istituto, dove si lavora per competenze e classi aperte".

Resta dolente il tasto Ata. I posti, accusano i sindacati, sono pochissimi, "insufficienti ad assicurare la dovuta sorveglianza, la necessaria pulizia e l’assistenza ai disabili". "L’Usr continua ad esser molto timido nel chiedere i posti aggiuntivi - prosegue Gaudio -. La Toscana deve accontentarsi di 830 posti in più, pari ad un terzo di quelli ad esempio ottenuti da Piemonte ed Emilia Romagna. Una situazione assurda". Irrisolti anche i nodi riguardanti il delicato tema del sostegno, dove i posti saranno "per più del 70% dati a personale non specializzato".

Il motivo? "C’è un forte scollamento tra il meccanismo di formazione dei docenti specializzati e la crescente richiesta di prof di sostegno", spiega sempre Gaudio. Eppure, gli studenti certificati sono in aumento. Per loro, ci sarebbe bisogno di molta più attenzione, in primis di continuità didattica.

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