REDAZIONE FIRENZE

La “bomba“ al russo nella villa di Pontello

Incendio doloso a Villa Pontello: presunti autori ucraini denunciati per odio razziale nel contesto del conflitto Russia-Ucraina.

FIRENZE

"Bomba" incendiaria ucraina contro la dimora del magnate russo, a Castiglioncello. Non una dimora qualsiasi, però, ma la famosa Villa Pontello, progettata da Flavio negli anni ’70 con la sua impresa edile "Callisto Pontello Costruzioni", ed ereditata dall’ex presidente della Fiorentina Ranieri. Tra gli anni ‘80 e ‘90 nella villa furono ospitati artisti, cineasti e calciatori come Roberto Baggio, Carlos Dunga e Daniel Passarella, che in quegli vestirono la maglia viola.

La villa ha una superficie interna di 1.200 mq su tre piani, con nove camere con dieci bagni, cinque saloni, due sale da pranzo, una cucina ed è dotata di spiaggia privata e un parco di 5.000 mq.

Il magnate russo l’ha acquistato nel 2014 per 7 milioni di euro. E qui, il 10 aprile del 2022, venne innescato l’incendio.

Inizialmente sembrava fosse stato provocato da una molotov, ma invece, hanno scoperto i carabinieri di Livorno, venne appiccato al cancello della villa con una tanica contenente benzina: le fiamme danneggiarono il portone d’ingresso, la pavimentazione e il sistema di videosorveglianza.

I carabinieri, all’esito della prima fase delle indagini, attraverso anche l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, individuarono un uomo di origini ucraine, cinquantenne, come uno dei presunti autori. Il proseguo degli accertamenti ha portato ora alla denuncia del secondo presunto autore.

Si tratta, si spiega dai militari, di un cittadino ucraino, cinquantenne, connazionale della prima persona denunciata, residente nel Livornese. Incendio aggravato dall’odio razziale il reato contestato: secondo le indagini, si spiega sempre dall’Arma, il fatto sarebbe "aggravato dall’odio razziale e nazionale derivante" dal "conflitto tra Russia e Ucraina", si sarebbe agito "per motivi verosimilmente riconducibili a rancori nazionalistici dovuti all’invasione russa dell’Ucraina".