Iv e Pd giocano a palla avvelenata. Renzi: "Populisti, io tiro dritto". I dem: "La sua è solo strategia"

L’ex premier dopo gli strali contro il sindaco rincara: "Noi riformisti, loro andranno con i 5 Stelle". Dall’altra parte bocche cucite ma un messaggio chiaro: noi siamo sempre stati per il dialogo.

Iv e Pd giocano a palla avvelenata. Renzi: "Populisti, io tiro dritto". I dem: "La sua è solo strategia"

Iv e Pd giocano a palla avvelenata. Renzi: "Populisti, io tiro dritto". I dem: "La sua è solo strategia"

Ho visto lui che fa l’accordo con lei, che (forse) fa l’accordo con lui che non vuol far l’accordo con me. In mezzo alla canzone super pop presa in prestito da Annalisa e rivisitata in chiave di alleanze per le comunali ci sono, in ordine sparso, Pd, Italia Viva, Sinistra Italiana e – new entry in attesa degli esiti delle urne sarde di oggi – perfino i 5 Stelle.

Intorno alla coalizione di centrosinistra, a trazione dem, che sostiene l’assessore al sociale Sara Funaro e che sembra a oggi abbastanza salda (vanno sulla carta d’amore e d’accordo Pd, Azione, +Europa, laburisti di Spini, Verdi, Volt e - sia pur con qualche mal di pancia ’aeroportuale’ - anche Sinistra Italiana) gravitano ancora un paio di punti interrogativi di quelli grossi. Si chiamano Italia Viva e Movimento 5 Stelle. Facciamo ordine con una premessa.

La coalizione di Funaro, al netto del sondaggio Eumetra che ridimensiona i dem e ringalluzzisce il centrodestra (che, anche se non sale troppo, si avvicina comunque al Pd che, fisiologicamente dopo i 5 anni di governo cittadino, scende) parte con i favori del pronostico. Coalizione però che – vuoi per la parcellizzazione dei voti a sinistra con diversi attori anti-Pd in campo, vuoi per gli affanni della città (sicurezza, traffico, problema casa) – ha il fiato più corto rispetto alle altre tornate elettorali e un’iniezione di consensi, da qualsiasi parte arrivasse, sarebbe gradita. Non sembra a questo punto possa però provenire dai riformisti di Renzi.

Il leader di IV a Saturnia ai forum di Bruno Vespa, è stato tranchant: "Ho riparlato con Schelin. – le sue parole – Lei era per l’accordo dei dem con noi alle comunali ma è il mondo nardelliano che non vuole saperne. Noi ne prendiamo atto e diciamo anche ’occhio che se il Pd perde Firenze la segretaria nazionale perde il Nazareno’". Renzi, la cui candidata sindaco già in campo è la fedelissima Stefania Saccardi, l’8 marzo sarà alla Leopolda e con tutta probabilità snocciolerà i nomi per le liste (probabile siano due).

"Non ci hanno voluto, affari loro" il mantra dell’ex rottamatore che sospetta anche una probabile (a suo dire) intesa tra Schlein e i 5 Stelle. "Firenze era il simbolo del riformismo e ora diventa quella del populismo" fa sapere Renzi che avrà come cavallo di battaglia in campagna elettorale la lotta al ’multificio’ da "stato borbonico messo in atto dalla giunta".

In casa dem bocche cucite e clima apparentemente disteso. "Renzi fa il suo gioco, ha una strategia: gioca al rialzo" si limitano a sussurrare i big. Ma quello che trapela è che il cosiddetto "mondo nardelliano" anti-Renzi sia in realtà solo una narrazione dell’ex premier volta a creare scompiglio e che, anzi, da parte del Pd ci sarebbe sempre stata apertura.

Di più: poiché tranne qualche piccola frangia dem e Sinistra Italiana, il Pd è ancora pronto a trattare e siccome la politica non è una scienza esatta, la possibilità di un’intesa last minute resta perfino in piedi. Certo è che è la credibilità generale, dopo mesi di veleni, ne risentirebbe e non poco.

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