GABRIELE MANFRIN
Cronaca

Il video della moto a velocità folle: "Lo schianto come un palazzo crollato"

Residenti e negozianti ancora scossi dopo la tragedia della scorsa notte: "Questa strada è un incubo"

I filmati non mentono. A inchiodare i pirati della strada, che hanno provocato l’incidente di via Gioberti dove ha perso la vita il 43enne Lorenzo Brogioni, ora ci sono anche i video. E sono quelli ripresi dalle telecamere di sorveglianza della gioielleria Conti all’inizio della strada. Qui si vedono gli attimi immediatamente precedenti all’impatto. E si nota un motociclo sfrecciare come un fulmine, che arriva da piazza Beccaria e imbocca via Gioberti controsenso. L’orologio segna le 1 e 45 del mattino spaccate: il veicolo passa davanti al negozio e in un battito di ciglia scomp.

Il tratto è quello davanti all’Ovs, pochi metri prima dell’incrocio di via del Ghirlandaio dove la vita di Lorenzo è si è conclusa. Da quanto il mezzo andava spedito, per poterlo identificare chiaramente è stato necessrio rallentare il video di ben sedici volte. Intanto la procura ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di omicidio stradale. A bordo della moto infatti c’erano 3 persone, due sono rimasti gravemente feriti mentre una (si pensa una ragazza) è riuscita a scappare. Nel quartiere mancano le parole, e anche quando arrivano queste sono amare. Lo sgomento e lo sconforto di commercianti e residenti lasciano il posto alla rabbia. All’incrocio dell’incidente è stata appoggiata una rosa in segno di cordoglio proprio nel lato in cui la Fiat Panda del giovane si è ribaltata. Che la situazione fosse grave, quelli che avevano sentito il botto se lo erano già immaginato. Come la fioraia Carla Ugolini, che vive proprio sopra il luogo dello scontro. "Un palazzo che crolla", è il suono che le è venuto in mente udendo il boato: "Ancora non dormivo, la botta è stata tremenda – dice – Mi sono affacciata e ho visto che un giovane perdeva sangue ma era rimasto in piedi. Dentro la Panda invece non c’erano movimenti, pensavo il guidatore fosse svenuto". Carla racconta che nel giro di pochi minuti i pompieri si sono precipitati sul posto: "Quando hanno tolto dalle lamiere il ragazzo speravo che ce la potesse ancora fare – continua – ma quando ho visto che il suo corpo era stato coperto con un telo, ho capito. Non ce l’ho fatta a rimanere a guardare, sono rientrata" conclude con la voce ancora commossa.

Ma di residenti che l’altra notte hanno sentito lo schianto ce ne sono diversi, come Dorotea che vive al numero 62 di via Gioberti, a due passi dall’incrocio: "Da quanto il rumore è stato forte – spiega – Ho pensato che fosse caduto un mobile o un armadio da un piano alto. Nel quartiere c’è sconforto. Il discorso contromano è da tenere d’occhio. Monopattini, motorini e bici qui non rispettano il senso di marcia, se ne vedono di tutti i colori" conclude. Ma che quel tratto in particolare sia pericoloso lo confermano anche i proprietari del bistrò che si affaccia sull’incrocio: "Ogni pochino c’è qualcuno che discute – spiegano – si sentano sgommate e clacson impazziti. Ciclisti, automobilisti e pedoni che si azzuffano. A volte si arriva alla rissa".

E anche il restauratore che ha il negozio due o tre porte più in la definisce quel pezzo di carreggiata critico: "Dallo stop che arriva da via del Ghirlandaio non si vede bene – dice – le macchine devono sporgere il ’muso’ per controllare. Diventa pericoloso". Ma a chiedere che in via Gioberti venga garantita una viabilità più sicura è anche il presidente delle cento botteghe Duccio Gionni. Nell’esprimere il suo dolore per la scomparsa di Brogioni racconta come, per residenti e commercianti, le bici che sfrecciano contromano stiano diventando un problema. Spiega che ormai il rischio di incidenti è all’ordine del giorno.