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Il delitto di Osteria Nuova: "Della Nave uccisi con crudeltà". A giudizio l’amico di famiglia

Udienza preliminare lampo, scongiurato il pericolo della scarcerazione di Antonino La Scala. Il 4 febbraio via al processo dinanzi alla corte d’assise. La ricostruzione dell’accusa.

di Stefano Brogioni

FIRENZE

Decisione lampo per il duplice omicidio di Osteria Nuova: il gup Alessandro Moneti ha disposto il rinvio a giudizio di Antonino La Scala, unico imputato per l’uccisione degli anziani coniugi Dina Del Lungo e Umberto Della Nave, aggrediti nella loro abitazione nella frazione di Bagno a Ripoli data poi alle fiamme.

Il processo, che si terrà all’aula bunker, comincerà il 4 febbraio. Sarà il pubblico ministero Barbara Bresci a sostenere l’accusa.

Scongiurato, in virtù della rapidità dell’udienza, il pericolo che La Scala, nato 47 anni fa a Vibo Valentia, difeso dall’avvocato Tiziana Barillaro, uscisse dal carcere di Sollicciano per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

I parenti dei Della Nave non si sono costituiti parte civile. Era il 5 dicembre dell’anno scorso quando un violento rogo divampò all’interno dell’abitazione. Dina, 81 anni, e Umberto, 82, vennero ritrovati carbonizzati dentro.

Sembrava un drammatico incidente domestico, ma molti elementi sulla scena suggerivano ai carabinieri di non fermarsi all’apparenza.

La Scala, amico del figlio defunto della coppia, avrebbe frequentato i Della Nave per la questione di un prestito di denaro. E quel giorno, nell’abitazione dei due coniugi, stavano discutendo proprio di questo quando la situazione degenerò.

Secondo quanto stabilito in un lungo incidente probatorio, l’imputato avrebbe aggredito Umberto nella stanza del biliardo con uno strumento da punta e taglio, provocandogli una ferita mortale all’altezza della lingua. Poi si sarebbe spostato nella stanza accanto dove Dina, seduta su una poltrona elettrica, stava guardando la televisione: la donna è stata afferrata da dietro al collo, con una presa che l’ha strozzata.

Poi, sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, cosparse i due corpi con un accelerante e appiccò il fuoco. Soltanto dopo, però, aver girato per la casa alla ricerca di soldi: l’assassino dei Della Nave si è impossessato di una cifra imprecisata trovata in alcune scatole, e nella fuga perse anche due banconote da 50 euro.

La Scala rischia l’ergastolo anche per la contestazione di tre aggravanti: quella dell’aver posto in essere il duplice omicidio per futili motivi, dell’aver agito con crudeltà nei confronti delle persone (una delle quali con minorata capacità di deambulare) e dell’aver agito in condizioni di tempo e di luogo tali da ostacolare la privata difesa: né il marito, né la moglie erano infatti in condizione di chiedere aiuto di fronte a quell’attacco violento sferrato, secondo l’accusa, da una persona che conoscevano e che avevano aiutato economicamente.