I problemi rimandati dopo il voto

Firenze è una città ricca di potenzialità, ma occorre agire in fretta per sviluppare le infrastrutture, regolare il turismo e migliorare le comunicazioni. Tutti devono impegnarsi per una Firenze europea.

Ceccuti

Firenze tuttavia non può attendere.

È una città piena di potenzialità, in molteplici settori, come ha ricordato nella recente intervista rilasciata al nostro giornale Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio: dalla moda alla meccanica, dalla farmaceutica all’enologia, e tanto altro ancora.

Sono settori in pieno sviluppo, le "eccellenze del territorio" che vanno ulteriormente valorizzate, a partire dalle piccole imprese. C’è da dare slancio con ritmo spedito al sistema delle infrastrutture; si deve affrontare senza dilazioni, la questione del turismo.

Il 2023 è stato un anno record di presenze nell’area Unesco; il 2024 si annuncia ancora più intenso e positivo. Occorre riflettere e scegliere su quale tipo di turismo puntare e come regolare un fenomeno che rischia di uscire da ogni controllo.

Sono scelte di fondo e non possono attendere, come pure il miglioramento delle comunicazioni e dei collegamenti interni e internazionali.

Si "sventra" parte di Firenze per guadagnare pochi minuti nei tratti ferroviari e si continua a discutere da decenni sul prolungamento o meno della pista dell’aeroporto di Peretola.

Ci sono dei progetti capaci di tenere al passo con i tempi una città ricca di fermenti innovatori, a prescindere dagli esiti elettorali, dalle schermaglie fra i partiti o addirittura all’interno dei partiti stessi, non meno che dalle rivalità fra i Municipi risalenti all’epoca dei Comuni.

Tutti sono chiamati ad impegnarsi per una Firenze davvero europea, e non ad adagiarsi sulla "Firenzina".

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