
La discarica ’Il Pago’ a Firenzuola che presto verrà chiusa definitivamente
A Firenzuola la chiusura della discarica "Il Pago" è stata salutata con soddisfazione. Era una richiesta, praticamente unanime, ormai da tanti anni espressa, e puntualmente frustrata da continui rinvii della decisione. Adesso l’esaurimento degli spazi e la recente decisione della Commissione Ambiente del Consiglio regionale che ha escluso l’apertura del paventato nuovo lotto della discarica, hanno convinto tutti che per l’impianto firenzuolino si è davvero all’epilogo. Anche se, sul piano formale, la parola fine potrà metterla soltanto il Consiglio regionale della Toscana, quando approverà il Piano Rifiuti.
Chiudere una discarica non è però come fermare uno stabilimento industriale. Per molti anni Firenzuola dovrà convivere con questo impianto, a pochi chilometri del capoluogo, che resta in carico all’ente che lo ha gestito finora, la società Hera di Bologna, e che dovrà curare la post-gestione del sito, in particolare lo smaltimento del biogas – per la produzione di energia elettrica – e del percolato, periodicamente prelevato e smaltito in appositi impianti.
In questi decenni, conferma il sindaco Buti, la discarica, monitorata sia con centraline che dai periodici controlli eseguiti dall’Arpat, non ha manifestato alcuna problematica ambientale. Certo è che nel terreno sono raccolti oltre un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti. Si iniziò negli anni ’80: il comune al Pago portava i propri rifiuti. Poi le cose cambiano nel 1993 quando Firenzuola firma una convenzione con Ami di Imola, per stoccare 300 mila tonnellate di nettezza, provenienti da Firenzuola e dai Comuni limitrofi del Mugello. Nel 2001 l’allora giunta di centrosinistra decide di trasformare l’impianto in risorsa economica, ampliando la convenzione fino a un milione e 100 mila metri cubi di rifiuti, provenienti da tutta la provincia di Firenze. Poi ulteriori ampliamenti, con altre 600 mila tonnellate di rifiuti. Dieci anni fa gli spazi disponibili si esaurirono e vi fu uno stop nell’attività della discarica. Ma poi l’emergenza creatasi con la mancata realizzazione dell’inceneritore fiorentino portò a far riaprire il sito firenzuolino, nonostante la forte opposizione della popolazione, dell’intera amministrazione comunale, maggioranza e minoranza, di comitati e forze politiche. Si costruì quindi un quinto lotto per altre 200 mila tonnellate. Ora la rinuncia della discarica per Firenzuola da una parte è un sollievo, ma è anche un costo. O meglio, un consistente mancato introito.
"Al comune – spiega il sindaco Buti – arrivavano 8 euro a tonnellata, una media di 600 mila euro l’anno, oltre a una tantum versata dalla regione sui certificati verdi, circa 150 mila euro". Rischi per i futuri bilanci? Il sindaco li esclude: "I 600 mila euro li abbiamo sempre destinati a spese non ripetitive, non per la spesa corrente ma per investimenti. Senza quei fondi ora faremo un minor numero di opere pubbliche, ma non sei in difficoltà sulla spesa corrente".
E i rifiuti di Firenzuola? "Non cambierà nulla, Hera continuerà a raccoglierli e a portarli nei propri impianti di selezionamento e riciclo, e infine all’inceneritore".
Paolo Guidotti