Firenze tra sangue e cold case. Mostri senza nome, docuserie al via

Quattro efferati crimini rimasti senza un colpevole avvenuti in città tra gli anni Ottanta e Duemila

Se si parla di vecchi delitti rimasti ancora avvolti nel mistero, a Firenze balza subito alla mente il caso del mostro di Firenze. La sua storia è intricata e confusa, iniziata con il 21 duplice omicidio dell’agosto del 1968, a cui ne seguiranno altri sette nei successivi diciassette anni, oggi è un’inchiesta giudiziaria ancora senza una fine. Ma il ‘maniaco delle coppiette’ non è l’unico caso irrisolto fiorentino.

Le storie del conte Alvise di Robilant, del parrucchiere Gianni Coli e della madre, del tipografo d’arte Gianfranco Cuccuini e il femminicidio di Gabriella Caltabellotta sono ancora senza un finale. Su questi quattro casi si concentra la serie sui cold case ‘Mostri senza nome – Firenze’, la produzione originale Sky che parte stasera (Sky Crime e su Now), presentata dall’attore teatrale e conduttore di Radio 24, Matteo Caccia. "Raccontare storie di true crime è un modo per tenere in vita le persone che non ci sono più, le si tengono in vita con il ricordo, soprattutto se non se ne conosce i motivi della scomparsa" sostiene Caccia che sui delitti fiorentini dice: "Sono storie tristi che finiscono male e ancora oggi non si capisce cosa sia accaduto veramente". L’approfondimento dei delitti che hanno insanguinato la città tra gli anni ‘80 e 2000 avverrà attraverso interviste ai familiari delle vittime, ai legali e agli esperti.

Stasera si parte con il delitto nell’alta nobiltà con il contributo del giornalista de ’La Nazione’ Stefano Brogioni. Il conte Alvise Robilant viene ritrovato morto il 15 gennaio 1997 in un appartamento di Palazzo Rucellai. E’ stato colpito più volte alla fronte e alla nuca con un oggetto contundente, mai ritrovato. Il conte, uno degli uomini più importanti della città, era imparentato con molte famiglie nobili europee e la porta della sua abitazione non presentava alcun segno di manomissione: l’assassino deve essere entrato per volontà del nobile. Le indagini vanno in tutte le direzioni possibili: il circolo di amicizie della sua vita, le numerose donne che il conte frequentava, il mondo omosessuale, gli ambienti di lavoro e i rapporti famigliari. Nessuna pista si rivela decisiva. Un caso che, ad oggi, rimane senza soluzione.

Il 28 maggio sarà la volta de ‘Il fantasma della Canonica’, ovvero il caso di Gianfranco Cuccuini con lo scrittore e giornalista de ’La Nazione’ Gigi Paoli. E’ il 24 marzo 1995 quando nel Palazzo della Curia, nella libreria specializzata in libri e articoli religiosi, viene ritrovato morto il tranquillo e metodico geometra e topografo d’arte in pensione Gianfranco Cuccuini (65 anni), sposato con due figli. E’ stato martoriato con 27 coltellate alla testa, all’addome, alla schiena, inferte con una forza inaudita presumibilmente da un tagliacarte. La scena del crimine, molto sanguinolenta, appare perfettamente in ordine. Visto l’impeto parrebbe che tra la vittima e il carnefice ci fossero rapporti stretti. Ma la vita del pensionato sembra senza macchia. E così le piste seguite non danno risultati.

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