Handicap, l'impegno della Fish: "Così miglioriamo la vita delle persone con disabilità"

Parla Marco Esposito, presidente della delegazione toscana, dopo il congresso di Roma

Il congresso nazionale e, nel riquadro, il presidente Fish Toscana

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Firenze, 7 dicembre 2022 – In occasione della ‘Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità’, la Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) il 3 dicembre ha organizzato il suo congresso nazionale, tenutosi a Roma. Per conoscere i temi dibattuti e su quali obiettivi il mondo della disabilità vuole puntare, abbiamo sentito Marco Esposito, presidente Atisb (Associazione Toscana Idrocefalo e Spina Bifida), nonché presidente Fish Toscana.

In questa giornata di lavori e di scambi promossa da FISH su quali istanze e problematiche legate al mondo della disabilità si è richiamata l’attenzione delle pubbliche istituzioni in un contesto così difficile come quello in cui stiamo vivendo?

“Intanto è bene precisare una cosa: non si è voluto dare il via a una giornata celebrativa perché il 3 era la giornata internazionale dedicata alla disabilità, ma si è pensato che c’era poco da celebrare e quindi è stata una giornata intesa di lavoro. Lavoro per un confronto con le istituzioni: c’erano due ministri - il ministro per l’istruzione e il ministro per la disabilità - oltre a rappresentanze sindacali, alle commissioni Senato, e Camera, ecc., ecc., ma giornate di lavoro dedicate praticamente a tutti gli ambiti che hanno a che fare, appunto, con la disabilità. Il presidente tiene a precisare i temi centrali dibattuti: “i percorsi diagnostico-terapeutici, assistenziali, ma soprattutto l’inserimento scolastico, l’inserimento lavorativo, fino a concludere con l’accessibilità ai luoghi di svago, cioè al turismo per tutti, quello di progettare luoghi, spazi fruibili a tutti, la cosiddetta architettura inclusiva, l’architettura ‘For All’. Quindi – continua Marco Esposito – è stata una giornata di lavori. Posso aggiungere una cosa: onestamente molto stancante, perché abbiamo iniziato la mattina alle nove e trenta e abbiamo concluso nel tardissimo pomeriggio alle diciotto e trenta, diciannove. Ma al di là di quella che è stata la fatica di una così lunga giornata, ritengo sia stata anche molto proficua. Segnalo anche la presenza di esponenti di spicco politici ora di opposizione perché è intervenuto anche l’ex primo ministro Giuseppe Conte a portare un suo contributo di pensiero".

Circa il turismo accessibile – prima citato – erano presenti, oltre alle associazioni interessate, esponenti di questo settore?

“Beh, io ne citerei uno su tutti. C’era il responsabile dell’organizzazione ‘Village for all’. ‘Village for all’, lo sappiamo, non mette patenti per testare e per validare strutture, ma le prova in prima persona e quando ‘Village for all’ dice che una struttura è accessibile, lo è veramente, perché è stata provata sul campo. L’approccio che onestamente mi è piaciuto molto è stato un approccio estremamente pragmatico. Nel senso: la persona con disabilità non è vista per la sua disabilità ma in quanto persona e quindi questo cosa significa? Significa che i servizi di cui fruisce sono servizi a pagamento, come tutti i turisti di questo mondo e che le situazioni in cui si troverà per svolgere la sua vacanza non sono situazioni perfette, sono situazioni però divertenti e in cui gli verrà consentito di avere lo svago che preferisce. Lo svago che cerca, lo svago che vuole.”

E dunque?

“Quindi non la perfezione, ma qualcosa di veramente godibile, qualcosa di veramente sfruttabile. Ripeto, molto pragmatico: togliamo di mezzo il fatto che c’è la disabilità e quindi deve costare poco e quindi deve essere gratuito. Lo svago è per tutti e come tutti deve essere pagato”.

Nel Pnrr sono stati stanziati 1,2 miliardi dedicati proprio al mondo della disabilità. Il congresso nazionale ha messo in luce i comparti in cui è più urgente l’impiego di tali risorse?

“Specificatamente sul Pnrr no, direi proprio di no, però sono stati posti, secondo me, alcuni paletti molto importanti tra cui assolutamente una nuova spinta, una nuova linfa sui progetti personalizzati per la vita indipendente, quindi questo assolutamente sì. E poi - io lo chiamo creare l’opportunità – creare i contesti, ovverosia interventi importanti sulle infrastrutture: posso citare l’Enac ad esempio per i trasporti aerei e ancora c’era un responsabile per le Ferrovie italiane; un intervento cioè sui trasporti affinché questi diventino sempre più accessibili e sempre più fruibili.” Il presidente Esposito fa anche un’importante annotazione legata al mondo della scuola: “il ministro per l’Istruzione ha annunciato una profonda riforma di tutto quello che è il sostegno scolastico, che si vuole trasformare completamente rispetto a come è adesso organizzato in Italia".

Le sfide quindi che si profilano sono complesse perché richiedono innanzitutto piena attuazione dei diritti per tutti e dunque tutela e assistenza per le persone con disabilità, ma soprattutto inclusione. Quale presidente di FISH Toscana, le chiedo: che cosa significa per tale federazione una cittadinanza attiva per tutti?

“Come presidente di FISH Toscana sono perfettamente in linea peraltro con FISH Nazionale, di cui ricordo che nel congresso del 3-4 dicembre è stato rinominato presidente il dottor Vincenzo Falabella. Come FISH Toscana per parlare un linguaggio inclusivo comune dobbiamo ricordarci di non soffermarci su un unico tipo di disabilità, ma dobbiamo abbracciare la disabilità a trecentosessanta gradi, quindi non soltanto fisico- motoria, ma anche sensoriale, - non udenti, non vedenti – e naturalmente tutto il grandissimo universo del disagio cognitivo".

Che attività fate su questi temi?

“Noi per l’inclusione ad esempio stiamo facendo un lavoro molto intenso, molto importante con Autolinee Toscane per sviluppare e migliorare il trasporto pubblico locale per le persone a mobilità ridotta.” Marco Esposito tiene inoltre a segnalare un importante progetto su cui dice: “stiamo iniziando adesso i primi passi, ma già si vede qualche buon risultato, ad esempio per introdurre la CAA nelle scuole. La CAA è la comunicazione aumentativa alternativa, ad esempio per le mense scolastiche, per far si che i bambini, i giovani con particolari disabilità non abbiano problemi nel manifestare quello che vogliono alla mensa scolastica: esprimere cioè nella pratica se vogliono bere, vogliono mangiare, se gli piace o meno qualcosa. Questa è inclusione".

Un auspicio e un messaggio legato a tutti i temi affrontati durante il congresso nazionale di Fish…?

“Secondo me il messaggio migliore è stato che abbiamo attraversato due, tre anni difficilissimi sia a livello internazionale che nazionale, come persone con disabilità e relative famiglie, che però è stato anche foriero di tante cose anche positive: la Fish, sia a livello nazionale, che anche a livello di regione Toscana, è sempre meglio posizionata, è sempre più un interlocutore affidabile, serio e riconosciuto da parte delle istituzioni, e questo ripeto è avvenuto in un periodo di estrema crisi".

E questo cosa significa?

“Significa che noi dobbiamo guardare avanti con rinnovata energia e fiducia: se abbiamo ottenuto tanto nelle difficoltà, adesso che si spera di andare incontro a periodi più lievi rispetto al passato, possiamo fare ancora meglio, ancora di più. Il presidente Esposito ricorda che si è rinnovato il direttivo di Fish Nazionale come “si è rinnovato qualche tempo fa il direttivo di Fish Toscana, sono entrate forze fresche, forze nuove, anche qualche giovane. Siamo tutti lì a rimboccarci le maniche e a cercare di fare il meglio.” E conclude: “quindi, il 2023 io lo vedo in questo modo: grande voglia di fare, tante opportunità da sfruttare, tanta voglia di lavorare e tanta voglia di portare a casa i risultati".

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