
Gerardo Gondi è il nuovo presidente del Consorzio Chianti Rufina
Non tanto le dimensioni, quanto la qualità. A questo punto il Consorzio Chianti Rufina, che ha cambiato la propria guida portando alla presidenza Gerardo Gondi. L’intenzione, da parte del nuovo vertice del Consorzio, è di dare ancora più valore a una realtà piccola ma di grande qualità, storia e identità. Rappresentata ora da una nuova e giovane managerialità, composta - tra l’altro - da un Consiglio con un’età media decisamente bassa.
Presidente Gondi, come si configurerà il suo mandato?
"Ci sono tre aree su cui vorrei impostare il mio impegno. La prima è quella del prodotto, dei vini e della loro qualità. All’apice del Chianti Rufina ci sono i Teraelectae, Sangiovese in purezza singola vigna, poi i Rufina riserva e i Rufina base. Un territorio piccolo, con qualità medio alta ma anche con eccellenze assolute nei TE e nelle riserve. Tutti vini capaci di sfidare anche il global warming".
Oltre a questo?
"Dobbiamo valorizzare un territorio bellissimo, quello delle terre del Chianti Rufina, ma ancora poco noto. E’ necessario lavorare sullo sviluppo dell’enoturismo, in sinergia con comuni e banca del territorio, eventi territoriali e supporto agli eventi locali del vino. Infine la formazione e la condivisione delle conoscenze. Proprio in questi giorni stiamo parlando con Università e Consorzi internazionali per attivare una rete in grado di portare risultati concreti".
Tutto ciò in un contesto internazionale non certo facile…
"Il periodo è complesso, inutile nasconderci. Ci sarà da lavorare, ma resto ottimista che nei prossimi mesi si possa ripartire sulla base delle tre parole chiave, ovvero prodotto, territorio e formazione. Magari proprio da questo periodo d’incertezza si potranno attivare percorsi in grado di puntare e diversificare i mercati".
In un contesto così quali sono i rischi dei dazi statunitensi?
"Auspico una definitiva chiarezza su cosa accadrà e su quali scenari e percentuali dovremmo adattarci. Per ora si parla del 10%, ma ancora non abbiamo risposte definitive. Quando queste arriveranno potremo lavorare sulla base di un quadro concreto e definitivo".