
Finanzieri scoprono "show room" illegale di borse contraffatte a Campi Bisenzio, con un illecito guadagno stimato di 350mila euro. Titolare denunciato.
Un vero e proprio "show room" illegale di borse e portafogli contraffatti, pronti per essere immessi sul mercato. È stato scoperto dai finanzieri del Comando provinciale, al termine di un’articolata attività di polizia giudiziaria, nel comune di Campi Bisenzio. Secondo i primi accertamenti, si trattava di un magazzino di pertinenza di un’attività commerciale all’ingrosso che ha la propria sede principale all’Osmannoro, nel Comune di Sesto Fiorentino. Ad attirare l’attenzione dei militari del secondo Nucleo operativo metropolitano è stato il consistente andirivieni di persone, verosimilmente acquirenti, che pare rivendessero poi gli articoli contraffatti al dettaglio.
Le successive attività d’indagine hanno permesso di identificare il promotore dell’attività e di accertare come lo stesso risultasse sprovvisto delle necessarie autorizzazioni delle varie griffe che figuravano nello "show room". All’interno del magazzino sono stati infatti rinvenuti, ordinatamente sistemati per marca e modello, tanti articoli in pelle pronti per essere ceduti ai potenziali acquirenti. Le perizie eseguite sui prodotti sottoposti a sequestro hanno permesso di accertarne l’ottima fattura; pertanto, una volta immessi sul mercato, sarebbero stati in grado di trarre in inganno il consumatore finale e avrebbero fruttato un illecito guadagno pari a circa 350mila euro.
Il titolare dell’attività, di origine cinese, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Firenze. Il procedimento è attualmente pendente nella fase delle indagini preliminari e l’effettiva responsabilità della persona indagata, insieme alla fondatezza dell’ipotesi d’accusa mossa a suo carico, sarà vagliata nel corso del successivo processo. Si tratta di un’operazione resa possibile grazie all’impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto e nella repressione degli illeciti economico-finanziari, che da sempre rappresentano un grave ostacolo allo sviluppo economico del territorio alterando la concorrenza. Le indagini andranno avanti.
Lisa Ciardi