Bimbi autistici, lo studio è un lusso. Le famiglie chiedono maggiori fondi

La formazione ’speciale’ ha costi elevati per molti genitori. Il caso arriva in Regione

Bimbi autistici, lo studio è un lusso. Le famiglie chiedono maggiori fondi

Bimbi autistici, lo studio è un lusso. Le famiglie chiedono maggiori fondi

di Manuela Plastina

Anche lo studio può diventare un costo importante per chi ha figli con problemi particolari, magari necessitando di insegnanti speciali per seguirli nella formazione. Costi che si aggiungono a quelli di terapie, come l’Aba o altre similari per lo spettro autistico e altri disturbi, che spesso le famiglie si trovano ad affrontare con le sole proprie forze economiche. Qualche giorno fa, la storia raccontata dal nostro giornale di Leonardo che spende 2000 euro al mese per garantire al figlio autistico terapie per lui fondamentali, riconosciute nel piano terapeutico, ma non sovvenzionate, ha suscitato un movimento popolare: una petizione online ha raccolto in poche ore oltre 3000 firme. Tante famiglie hanno chiesto di partecipare a una class action per chiedere il rimborso di terapie per condizioni come l’autismo. Il consigliere regionale Marco Landi (Lega) ha presentato un’interrogazione urgente in merito all’assessorato di Simone Bezzini, che ha risposto con numeri e soldi finanziati per vari progetti. Nel 2010, si legge, i nuovi casi riconosciuti di autismo erano 1380; nel 2022 sono state 3600 con età di prima diagnosi da 4 anni e 10 mesi all’età di 3 anni e due mesi.

Numerosi i progetti delle Asl con relativi fondi regionali finalizzati alla presa in carico e alle diagnosi precoci, nonché alla formazione degli specialisti, dei pediatri e delle professionalità. Finanziati anche follow up dei nati prematuri e borse di studio di approfondimento. Le risorse, dice la giunta, sono crescenti: oltre venti milioni di euro l’anno per ogni azienda sanitaria, con attenzione anche nei confronti dei fratelli di bimbi autistici e delle famiglie. Replica Landi: "Quella dell’assessorato è una risposta insufficiente e non sempre reale, come nel caso del follow up di fratelli o sorelle o delle attività rivolte ai familiari. Molte famiglie sono costrette a rivolgersi al privato, ma chi non ha le possibilità economiche deve accontentarsi dell’insufficiente offerta e dei tempi biblici del pubblico". Si appella "a un uso migliore da parte della Regione dei fondi ottenuti dal Governo. Il bilancio regionale sarà la prima occasione per sollecitare un cambio di rotta".

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