Amianto ed eternit al Cas di Padule. Gara per riqualificare l’immobile

Smaltimenti, demolizioni e messa in sicurezza: al via l’iter per l’affidamento dei lavori nella struttura

Amianto ed eternit al Cas di Padule. Gara per riqualificare l’immobile

Amianto ed eternit al Cas di Padule. Gara per riqualificare l’immobile

Al via l’iter per l’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’immobile di via del Risorgimento, a Padule, che in passato ha accolto fra la sede dell’Associazionismo sestese e attualmente ospita un Cas per l’accoglienza profughi. Il Comune ha avviato una procedura negoziata approvando una lettera di invito da inviare a cinque diversi operatori che dovranno presentare telematicamente la loro offerta e fra i quali sarà scelto il vincitore della gara. Al termine delle operazioni, potranno prendere il via gli interventi previsti. L’atto segue l’approvazione, da parte della giunta, del progetto definitivo-esecutivo dell’intervento per un importo stimato di 250mila euro, in aumento rispetto al precedente preventivo di 200mila euro. Importo notevole ma sono molte le criticità da risolvere all’interno dell’immobile relative, soprattutto, alla presenza di amianto che dovrà essere totalmente rimosso. Le opere in ponte riguarderanno, in particolare, la struttura prefabbricata da cui si accede al centro di accoglienza la cui copertura, 150 metri quadrati di superficie circa, è formata da ondulina di eternit in mediocre stato di conservazione. Da una ricerca sugli elaborati del progetto è emerso però che anche i tamponamenti esterni sono realizzati in amianto. Da qui la necessità di rimuovere e smaltire tutti i manufatti con questo materiale, con le procedure di sicurezza necessarie in questi casi, e poi procedere alla demolizione delle altre parti che compongono il corpo di fabbrica ad est. Ulteriori metri quadrati in eternit si trovano anche sulla copertura del fabbricato di collegamento di questo prefabbricato con la zona degli alloggi: anche in questo caso si procederà alla messa in sicurezza con la realizzazione di una nuova struttura. Previste poi, fra l’altro, opere di sostituzione della guaina impermeabilizzante della copertura ormai vetusta e della pavimentazione dell’edificio principale oltre che di tutti gli infissi, la riorganizzazione degli spazi interni, la revisione e adeguamento dell’impianto elettrico. Saranno poi completamente ristrutturati i bagni e risistemate le fosse biologiche. L’immobile continuerà, per il momento, a mantenere la funzione di centro di accoglienza con una capienza massima di 50 persone, dato di cui si è dovuto tenere conto, nella progettazione della revisione degli interni, sia per la predisposizione degli spazi comuni che per la distribuzione degli ospiti nelle camere.

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