Alluvione, 2,7 miliardi di danni. Slitta il termine per le richieste

La Regione: ancora alcuni giorni per completare le procedure. Le modalità per la distribuzione delle risorse

Alluvione, 2,7 miliardi di danni. Slitta il termine per le richieste

Alluvione, 2,7 miliardi di danni. Slitta il termine per le richieste

Riaprono i termini per richiedere i ristori per i danni dell’alluvione di novembre. Anche se ufficialmente la data ultima per presentare domanda era domenica scorsa, passeranno alcuni giorni prima che il Dipartimento nazionale di Protezione Civile esamini le richieste: un tempo che potrà essere sfruttato da chi non ha ancora completato la procedura.

Nel frattempo, ieri, sono state anche ufficializzate le cifre già richieste. Emerge così che gli eventi meteo eccezionali di novembre hanno causato ben 2,7 miliardi di danni diretti, addirittura più di quanto stimato dalla Regione nella prima ricognizione.

A oggi sono arrivate 10.906 domande di ristoro dalle famiglie e 2.612 dalle imprese. Di queste pochissime (appena 400) hanno riguardato il Contributo di autonoma sistemazione, che poteva essere richiesto da chi aveva dovuto trovare un diverso alloggio, avendo la casa allagata.

"La stima ufficiale dei danni – ha spiegato il presidente della Regione e commissario straordinario per l’alluvione, Eugenio Giani - è stata già trasmessa a Bruxelles in una dettagliata istanza di attivazione del Fondo di Solidarietà (Fsue), con l’obiettivo di ottenere risorse europee. Ora che abbiamo accertato la mole dei danni e raccolto le richieste andremo a distribuire le risorse. Prima di tutto assegneremo alle famiglie i 25 milioni messi a disposizione dalla Regione, cui si sommano 1,5 milioni raccolti tramite l’iban attivato dalla Protezione civile. Grazie a questi 26,5 milioni ogni famiglia avrà tra i 2.600 e i 3mila euro". Ovviamente chi avesse subito un danno inferiore riceverà quando richiesto. Alle imprese invece andranno altri 12 milioni di risorse regionali.

"Abbiamo deciso di lasciare ancora per un po’ attiva la procedura – ha detto l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni - per dare modo di completarla anche a chi ha avuto difficoltà. Sappiamo che certi meccanismi possono scoraggiare, ma è importante che le domande arrivino. Se necessario lotteremo per avere le risorse, ma ogni risarcimento sarà possibile solo per coloro che avranno inoltrato domanda. Intanto lunedì in giunta definiremo le regole per assegnare il contributo regionale".

La Regione sta lavorando anche per attivare risorse che possano garantire la ricostruzione e la riduzione del rischio per centri abitati, corsi d’acqua, strade e versanti soggetti a frane. Gli uffici stanno valutando i dati arrivati da enti locali, gestori dei servizi pubblici, Genio civile e Consorzi di bonifica: al momento la stima è di oltre 800 milioni di euro.

"Ricapitolando – ha detto ancora Giani – attualmente la Regione ha investito sulla gestione dell’emergenza circa 38 milioni di euro, lo Stato circa 33 milioni, dall’Unione Europea contiamo di riceverne 50, ma dobbiamo attivare altre risorse e riteniamo che uno strumento possibile sia il Pnrr, sulla base del precedente dell’Emilia Romagna".

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