Addio al Pd, Renzi show da Vespa: "Schlein ci voleva, i nardelliani no"

Il senatore di Iv torna a pungere a destra e a sinistra sulle amministrative: "Montanari? Gli manca qualcosa"

Addio al Pd, Renzi show da Vespa: "Schlein ci voleva, i nardelliani no"

Addio al Pd, Renzi show da Vespa: "Schlein ci voleva, i nardelliani no"

dall’inviato

SATURNIA (Grosseto)

"Schlein? Certo che ci ho riparlato, anche stamani (ieri, ndr). Lei era per l’accordo con Italia Viva alle comunali ma è il gruppo dei nardelliani che non vuole assolutamente saperne". E allora? Ognuno per conto suo a giugno ma "occhio che se il Pd perde Firenze la segretaria nazionale perde il Nazareno...". Un Matteo Renzi planato da Miami nelle dolcissime e rannuvolate colline di Saturnia a far da guastafeste alla due giorni del forum della masseria d’inverno di Bruno Vespa – dove mezzi ministri romani sfilano per mandare segnali di pienamente riuscite cicatrizzazioni delle ferite governative dovute a graffi reciproci tra FdI e Lega sul voto in Sardegna e il terzo mandato e l’ex rottamatore gioca a togliere i cerotti punzecchiando l’esecutivo su economia, riforme e giustizia – mette una pietra tombale sulla questione di un eventuale sostegno di Italia Viva alla candidata sindaco Sara Funaro. E lo fa scaricando le colpe sull’ex amico Nardella in primis tornando a punzecchiarlo, gia che c’è, sull’ossessione degli ultimi mesi: il ’multificio’ fiorentino, "una roba da stato borbonico". Dal palco con Vespa, Renzi è un fiume in piena. "Le comunali a Firenze? Sara Funaro ha fatto l’assessora e ha fatto molto bene, dopodiché è stata individuata come candidata sindaco per il dentrosinistra e io ho chiesto ’Ok, ma la visione di città? Abbiamo visto che il Pd non ci vuole e noi abbiamo detto ’Nessun problema’ e abbiamo messo in campo Stefania Saccardi, avvocato che ha una bella esperienza amministrativa, è vicepresidente della Regione, ha un vasto consenso e, come dice lei, non frequento tantissimo parrucchieri o stilisti ma so cos’è una delibera e come si governa una città e un territorio". Quindi arrivano le bordate alla sinistra critica: "Poi c’è questo statista che si chiama Tomaso Montanari che io conosco dai tempi del liceo Dante e già all’epoca ci colpiva perché sembrava gli mancasse qualcosa... quantomeno una ’emme’ nel nome che prima ha detto ’sono pronto a candidarmi’, poi quando ha visto che non lo candidavano ha deciso di fare al massimo la battaglia per il consiglio comunale". E il centrodestra? Ce n’è anche per loro: "Non hanno ancora deciso il candidato. Il primo giorno hanno proposto Batitustuta che dall’Argentina ha risposto ’Siete tutti impazziti’ e allora si sono buttati su Eike Schmidt, bravissimo dirigente ma non ho ancora capito se corre o no. Intanto si è preso la nomina a Capodimonte...".

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