Il cantiere della villa di Prandelli con Forte Belvedere sullo sfondo
Il cantiere della villa di Prandelli con Forte Belvedere sullo sfondo

Firenze, 24 agosto 2018 - A settembre è fissata la ripresa dei lavori per la villa che il mister Prandelli si sta facendo costruire sulle colline fiorentine. In Palazzo Vecchio è già stata presentata, nel mese di luglio, la nuova Scia «a conformazione», che impegna proprietà e impresa costruttrice a conformare l’immobile alle richieste avanzate dal Comune nel pieno rispetto del regolamento edilizio comunale. Entro qualche settimana, quindi, il cantiere ripartirà, ma con l’impegno – ben declamato nel regolamento urbanistico – di rispettare i famosi «volumi zero», cioè nessun aumento dei volumi degli immobili esistenti. In tutta la città. Non solo sulle tutelate colline panoramiche.

Nel frattempo però, l’ex allenatore viola ed ex commissario tecnico della Nazionale, ci tiene – per la prima volta – a dire la sua. «Certo che i lavori ripartiranno – spiega – c’è da finire il tetto, rifare le facciate. Insomma completare la ristrutturazione della mia casa che non può certo essere definita un villone visto che misura solo 280 metri quadrati».

E poi Prandelli insiste: «Mi sono mosso con tutte le autorizzazioni del caso: quella della Sovrintendenza, quella della commissione paesaggistica del Comune. Abbiamo presentato anche tutti i documenti agli uffici urbanistica e poi ho cominciato i lavori: sei mesi dopo mi è arrivato il no del Comune. Ci siamo immediatamente adeguati alle richieste. Figuriamoci se voglio problemi con Palazzo Vecchio».

Risposta pronta anche sulla piscina: «E’ piccola e non invasiva rispetto al panorama perchè ben nascosta dagli alberi, come del resto altre che sono state già costruite nei giardini delle case vicine. Ho speso più di 150mila euro di sole piante per rimettere a posto il parco circostante che è di quasi 10 ettari».

Cesare Prandelli a settembre sarà a Firenze proprio per seguire i lavori alla sua nuova casa con tutta l’attenzione necessaria. «Mi hanno accusato di aver distrutto il muro di cinta con i graffiti che Ottone Rosai ha dipinto nei suoi quadri, non è vero. Abbiamo creato un varco per i mezzi di cantiere, ma le pietre di quel muro sono numerate, le rimetteremo a posto come prima».

Resta in attesa di risposta – intanto – l’interrogazione avanzata in consiglio comunale dal capogruppo di Firenze riparte a sinistra, Tommaso Grassi.

Così come le perplessità avanzate dai residenti delle case vicine che al posto di un ex fienile, annesso agricolo di un borghetto rurale sulle pendici della collina, quasi di fronte alla chiesa di San Leonardo in Arcetri, si sono ritrovati un immobile dalle pareti di cemento, con almeno due nuovi piani sotterranei. Palazzo Vecchio insiste: volumi zero. Prandelli assicura: «Regole rispettate». A settembre la risposta: oltre alla già posizionata gru per il nuovo tetto, potrebbe ancora servire una ruspa.