MARCO
Cronaca

A tavola parlando solo di lei. Una cena inquieta al ristorante

Una coppia davanti a un calice di vino a parlar d’amore, fino alla comparsa del terzo incomodo...

A tavola parlando solo di lei. Una cena inquieta al ristorante

A tavola parlando solo di lei. Una cena inquieta al ristorante

Vichi

Che bel posto…" disse Roberta, guardandosi intorno.

"Non c’eri mai stata?" chiese Mauro.

"No, è davvero bellissimo cenare in mezzo a un prato, sotto questi pini altissimi".

"Lontani dal caldo di Firenze…"

"Sì, qui si respira".

"Sono anni che ci vengo, e non ho mai visto nessun battibecco" disse Mauro, alludendo al nome del ristorante, che si chiamava appunto Il Battibecco.

"Ci hai portato molte fidanzate?" chiese Roberta, tranquilla.

"Tutte" disse lui, sorridendo. Roberta fece un sorrisetto geloso, ma la cosa finì lì. Ordinarono la cena e una bottiglia di Balze Rosse dei Balzini. Appena il cameriere si allontanò, Roberta prese una mano di Mauro.

"Quando mi sposi?" disse, con un tono scherzoso che non riusciva però a nascondere la verità della domanda.

"Lo sai, sono uscito da poco da una separazione dolorosa" disse lui, con aria un po’ drammatica.

"Non eri mica sposato".

"Questo che c’entra? Stavamo insieme da quasi cinque anni".

"Sei ancora innamorato…"

"Ma no, non è quello. Gli strappi sono dolorosi, lo saprai bene anche tu".

"Sì sì…" disse lei, chiedendosi se Mauro le stesse dicendo il vero. E chissà, magari non riusciva a essere sincero nemmeno con se stesso.

"Stai tranquilla…" disse Mauro, con un tono rassicurante.

"Davvero non ricordi come mai vi siete lasciati?"

"Ti sembrerà strano, ma è così… Quando ci penso vedo solo nebbia."

"Adesso puoi dirmi come si chiama?"

"Dai, lasciamo perdere".

"Innominata e intoccabile…" Lei non era il tipo da fare scenate, ma un po’ si sentiva inquieta.

"Amore, ti prego, non roviniamo questa bella cena, in questo posto magnifico" disse lui, guardandosi intorno. Una leggera brezza rinfrescava il giardino del ristorante.

"Non hai nemmeno voluto farmi vedere una foto" continuò Roberta, un po’ triste.

"Non so nemmeno se ne ho una".

"Bugiardo" disse Roberta, con tenerezza.

"Comunque sia, se avessi una foto preferirei non vederla".

"Addirittura…"

"Possiamo cambiare argomento?" disse lui, pregandola con lo sguardo.

"È bella?"

"Bellissima".

"Più di me?" chiese Roberta, con una certa apprensione. Non era gelosia, e non era una questione di vanità, ma dalla risposta pensava di riuscire a capire se Mauro era ancora innamorato dell’innominata… Così, per essere pronta a ogni evenienza.

"Oltre un certo livello di bellezza, le classifiche sono impossibili" disse Mauro, sorridendo.

"Cercherò di credere che non sia una risposta ipocrita" disse lei, stringendogli la mano sulla tovaglia.

Mauro sorrise, ma un attimo dopo si alzò.

"Vado a lavarmi le mani" disse.

"Sei andato in bagno appena siamo arrivati" disse Roberta, un po’ stupita.

"Sì, ma sento sulle dita qualcosa di appiccicoso".

"Volevi solo smettere di parlare di lei?"

"Ci metto un attimo" disse Mauro, impaziente.

"Certo, mica volevo impedirtelo" disse lei ridendo. Mauro si avviò verso la toilette, con il cuore in gola.

In realtà non aveva bisogno di lavarsi le mani. Aveva appena visto una donna attraversare il giardino e infilarsi in bagno… Era proprio lei, l’innominata, Daniela, la sua ex di qualche anno prima.

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