YLENIA CECCHETTI
Cronaca

Digiuno per la guerra a Gaza. È la protesta della sanità

Il sit-in di medici, infermieri e Oss ieri mattina davanti all’ospedale San Giuseppe. Rabbia e dolore: "È in corso un genocidio, sono oltre 1.500 i colleghi uccisi".

La manifestazione organizzata davanti all’ospedale San Giuseppe con il personale sanitario che ha aderito alla giornata del digiuno per Gaza (Gasperini/ FotoGermogli)

La manifestazione organizzata davanti all’ospedale San Giuseppe con il personale sanitario che ha aderito alla giornata del digiuno per Gaza (Gasperini/ FotoGermogli)

L’iniziativa, partita dal servizio sanitario della rete #digiunogaza, è stata lanciata dagli operatori e dalle operatrici sanitarie della Toscana Nord Ovest e il presidio ospedaliero empolese non ha fatto mancare il suo appoggio. "Io digiuno contro il genocidio a Gaza": Empoli c’era. Hanno risposto in una trentina, in città. Su adesione spontanea, ieri mattina, un gruppo di medici, infermieri e oss del San Giuseppe si è dato appuntamento all’esterno dell’ospedale di viale Boccaccio e davanti al centro direzionale di via dei Cappuccini. "Un atto dimostrativo nato dalla categoria dei professionisti sanitari, non un presidio vero e proprio ma un digiuno a staffetta - ha commentato Sabrina Leto, infermiera delegata Rsu Fp Cgil Firenze-Empoli -. Un momento simbolico per manifestare dissenso rispetto a ciò che sta avvenendo in Palestina; 1.500 sanitari uccisi, un genocidio in atto. Non riusciremo forse a cambiare le cose, ma la partecipazione è l’unica arma che abbiamo a disposizione. Manifestare è una questione di etica professionale, di umanità". Lo hanno fatto saltando il pranzo, esponendo bandiere della Palestina ed esibendo cartelli con su scritto “Oggi digiuno per Gaza“, i sanitari empolesi. Una manifestazione, si tiene a precisare, non nata dalla Cgil ma avvenuta alla presenza della Funzione pubblica del sindacato per chiedere l’immediato cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per fornire medicine, aiuti alimentari e assistenza sanitaria. Un modo per esprimere rabbia e dolore per la catastrofe sanitaria in atto in Palestina dove la popolazione non ha mezzi per potersi curare e dove ogni giorno vengono distrutti ospedali, ambulanze, uccisi sanitari. "Un gesto di solidarietà nei confronti dei colleghi che stanno operando in una situazione disumana".

Y.C.