Uccisa a Castelfiorentino, ennesima lite per gelosia: "Lui non voleva che finisse"

Strazio e lacrime nel quartiere. L’amica della vittima: "Discutevano spesso. Alfred non si era mai rassegnato ad accettare la separazione"

Castelfiorentino (Firenze), 30 settembre 2023 – “Lei era molto bella. Lui non si rassegnava alla fine della storia. Continuava a essere molto geloso". A parlare è l’amica del cuore di Klodiana Vefa, colei con la quale la vittima si confidava spesso e che ora guarda quel corpo senza vita coperto dal telo e non si rassegna. Piange lacrime di rabbia Gelsia. "Ma come si fa a fare una cosa del genere? Ha rovinato una famiglia. Poveri figli. Non hanno più la loro mamma. Io ho perso l’amica più cara. Spero lo trovino presto. Chissà dove sarà?". La stessa domanda se la ponevano tutti ieri sera davanti a quella assurda scena. Alfred Vefa, in Italia da oltre vent’anni, con la sua ex moglie aveva formato una famiglia: i figli, uno di 17 anni e l’altra di 14, che da ieri non hanno più la loro mamma. Stando al racconto dello stesso ragazzino il padre sarebbe salito in casa e avrebbe rovistato in un cassetto della camera della donna. Lui, il figlio, non avrebbe capito le vere intenzioni dell’uomo perché in quel momento stava riposando a letto. Solo pochi minuti dopo è stato chiamato dalla sorella. "Corri, vieni, mamma è morta". Queste le poche parole balbettate dalla ragazzina.

La famiglia Vefa è molto conosciuta in paese. I figli frequentano le scuole e fanno attività sportiva. Il maggiore gioca a basket e insegna pallacanestro ai più piccoli. Anche Klodiana definiva l’Italia come la sua seconda casa, essendoci venuta quando era ancora una ragazzina. Lavorava come operaia in una ditta di Terrafino, a Empoli. Innamorata della vita e dei suoi figli, era una donna come tante. Perfettamente integrata nella realtà castellana, di cui condivideva tutto. La descrivevano come una persona gioviale e cordiale, bella e sportiva.

La salma è in via Galvani in attesa dell’autorizzazione alla rimozione da parte del magistrato di turno, anche dopo le attività del medico legale. Il Sis dei carabinieri nella strada dell’omicidio ha repertato due bossoli sul terreno esplosi da una pistola. L’ispezione meticolosa dell’area continua. L’arma invece non è stata trovata: è stata portata via dall’assassino, fuggito a bordo di un’auto. Telecamere private e pubbliche potrebbero aver inquadrato la direttrice di fuga così come testimoni sul tragitto potrebbero dare importanti indicazioni.

Quest’omicidio aggrava la situazione di ordine pubblico a Castelfiorentino colpito all’improvviso, insolitamente, negli ultimi mesi, da episodi di criminalità, in particolare liti e violenze, sia nel centro storico sia nell’area della stazione ferroviaria, tanto da allarmare la cittadinanza e le istituzioni. Il Comune ha varato un piano per rafforzare il presidio delle zone più a rischio e ha ingaggiato un servizio privato di vigilantes armati per proteggere le strade del centro. Un corteo di protesta degli abitanti c’è stato il 12 settembre, da piazza Gramsci alla stazione ferroviaria, uno dei luoghi dove si concentrano le maggiori criticità per l’ordine pubblico.