LUCIA BIGOZZI
Cronaca

"Vediamo chi si dimette". Meoni, furia dopo il voto: no a ogni apparentamento. Verso assessori esterni

"Ora mi vogliono votare? Bene, ma nessun accordo al ballottaggio". Spara sui "personalismi locali", disposto al confronto coi vertici toscani.

"Vediamo chi si dimette". Meoni, furia dopo il voto: no a ogni apparentamento. Verso assessori esterni

Un sopralluogo nel cantiere che ridisegna i marciapiedi per chi sta seduto su una sedia a rotelle, poi in Comune "perchè sono sindaco e fino all’ultimo minuto mi occupo della città". Luciano Meoni si prepara al ballottaggio con una dote già chiusa in cassaforte: 45%. E dieci punti di vantaggio su Andrea Vigini (Pd-5Stelle). Le mosse corrono sul filo di possibili alleanze ma pure sull’Opa di Meoni al centrodestra che ha puntato su Nicola Carini (fermo al 13%). E a Cortona, aprono una sfida nella sfida.

Meoni, cosa risponde a Carini e Casucci che invitano gli elettori a votarla? È pronto a fumare il calumet della pace?

"Ho sempre collaborato con i partiti nazionali e continuerò a farlo. I personalismi locali hanno creato questa situazione e chi l’ha voluta è stato punito dagli elettori. Se mi vorranno votare sono contento, ma non farò apparetamenti con nessuno".

Perchè si è arrivati a questo punto?

" Potevamo vincere al primo turno col centrodestra unito, come avevo chiesto ai vertici regionali e aretini. Hanno prefetito fare una scelta scellerata pur sapendo che sarebbe andata a finire male. A questo punto, qualche testa politica dovrebbe cadere".

Quale?

"Non sta a me decidere".

All’appello di Carini si aggiunge quello del commissario della Lega Marco Casucci. Cosa risponde?

"Accetto il pentimento, tuttavia la scelta del mio gruppo è di non fare apparentamenti al ballottaggio".

Ha avuto contatti con gli esponenti del centrodestra?

"Mi hanno telefonato varie persone e Carini mi ha mandato un messaggio sul telefonino".

Qual è il suo appello?

"Mi rivolgo a tutto il mondo del centrodestra invitando a sostenermi per non tornare alla vecchia politica nel caso in cui dovesse arrivare Vignini al governo della città".

Ma se i vertici regionali della coalizione sollecitassero un accordo per il secondo turno? "Il confronto e i contatti ci saranno ma non per ottenere posizioni al ballottaggio. Poi, in caso di vittoria, possiamo parlare con i vertici toscani dei partiti per un progetto futuro su Cortona".

A cosa pensa?

"Al’orizzonte temporale che seguirà i prossimi cinque anni. Potremmo lavorare per ricostruire un centrodestra forte preparando la strada futura, cioè alla fine del secondo mandato, se gli elettori mi daranno fiducia".

Nella sua città si apre un caso Lega fuori dal consiglio comunale e già nella passata legislatura orfana di tre consiglieri arrivati nella sua lista. Come commenta?

"Casucci, il commissario della Lega a Cortona, è un politologo essendo stato capace di chiudere la legislatura con zero consiglieri e di non entrare nel parlamentino con un misero 2,82%. E per quanto lo riguarda, con 60 preferenze in tutto il comune. Se fossi in lui, mi dimetterei anche da vicepresidente del consiglio regionale perchè almeno su Cortona non rappresenta più nessuno. Detto questo, ho massimo rispetto per i partiti perchè so che queste scelte sono frutto di personalismi locali e credo che la futura amministrazione non possa fare a meno anche degll’appoggio dei partiti".

Ha già in mente la giunta?

"Sarà una squadra forte, fatta di professionalità ed esperienza della macchina amministrativa",

Ci saranno innesti esterni?

"Stiamo valutando anche qualche possibile assessore esterno".