Treni, giornata caos. Pendolare racconta:: "Odissea quotidiana fra ritardi e disservizi"

Le difficoltà e la rabbia di chi ogni giorno deve spostarsi per lavoro. L’esperienza di Paola Saviotti: "Carrozze sempre stracolme e servizi. mai puntuali. Il bonus non copre tempo perduto e costi per l’auto".

Treni, giornata caos. Pendolare racconta:: "Odissea quotidiana fra ritardi e disservizi"
Treni, giornata caos. Pendolare racconta:: "Odissea quotidiana fra ritardi e disservizi"

Un film già visto: guasto alla linea ferroviaria vicino a Montevarchi e un’altra mattinata piena di disagi per i pendolari valdarnesi nella fascia oraria di punta, fino alle 8 circa, quella che dovrebbe consentire a lavoratori e studenti di raggiungere i capoluoghi di provincia o di regione dalle stazioni di vallata. Ieri alle 5.40 l’ennesimo episodio che ha fatto traboccare il vaso dei disservizi infiniti sopportati dagli utenti dei binari con i regionali cancellati, in ritardo o dirottati sul percorso lento. Immancabili i post a pioggia sulla pagina del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima, cassa di risonanza di quanti si muovono su rotaia. "Continuiamo a segnalare il nostro calvario sui social, a scrivere alla Regione Toscana – afferma Paola Saviotti, pendolare dal 2001 prima in direzione Firenze e da 3 anni e mezzo verso Arezzo - e a telefonare al numero verde dedicato. Finalmente abbiamo ottenuto l’attenzione dell’ente toscano che si è reso conto del problema, eppure il paradosso è che nonostante questo ci ritroviamo a fare i conti con i soliti ritardi, corse soppresse e sovraffollamento. I motivi possono essere i più disparati, dagli impianti in tilt ai problemi alla rete elettrica, dai binari che si ghiacciano per il freddo o si dilatano per il caldo alla mancanza di personale fino alle porte dei convogli che non si chiudono.

Insomma, quasi una quotidiana roulette russa; arriviamo in stazione sperando che il treno passi, ma non v’è certezza nè dell’andata nè del ritorno, perché la stessa storia si ripete la sera. Si parte da casa e non si sa quando si rientrerà e di conseguenza non possiamo programmare alcunché. Non è più vita". Una situazione che secondo chi viaggia peggiora ogni mese: "Da un paio di anni, dalla ripresa a pieno ritmo del traffico dopo la pandemia, assistiamo ad un declino costante – riprende la viaggiatrice – con un crollo della qualità del servizio.

Alcune criticità ci sono sempre state, ma mai così frequenti e diffuse nell’arco delle 24 ore. Arduo ricordarsi di un giorno in cui i treni siano arrivati puntuali mentre invece dovrebbe essere la normalità. C’è poi chi ha provato a cambiare fascia oraria, ma ormai i 10 minuti di ritardo sembrano essere la regola". Quanto al bonus elargito per il basso indice di affidabilità è ritenuto insufficiente: "Ci viene riconosciuta una percentuale bassa di rimborso di un abbonamento che costa caro – continua Saviotti - e di sicuro non ripaga il tempo da recuperare al lavoro, né le spese aggiuntive da sostenere per spostarsi in auto se il treno non c’è e neppure lo stress e la fatica di vivere nella totale incertezza".

Poche speranze anche per il nuovo tavolo di confronto istituzionale tra i responsabili di Trenitalia, Rfi e la Regione: "L’assessore Baccelli, a mio avviso, dovrebbe adottare misure più stringenti con le società che gestiscono il servizio - conclude - e mettersi d’accordo con i suoi colleghi delle altre regioni, a cominciare dall’Umbria, perché i nostri treni arrivano spesso da Foligno. Occorre portare la vertenza al tavolo nazionale dei Trasporti per capire veramente quale futuro si intenda dare alle ferrovie".