Treni, arriva il bonus. Pendolari rimborsati per ritardi e disagi: "Non è un toccasana"

L’indennizzo per la linea Firenze-Arezzo-Chiusi è valido fino al 30 marzo. Potrà essere utilizzato dai viaggiatori anche per acquistare. l’abbonamento di aprile. Le reazioni: "Non era corrisposto dal 2021".

Treni, arriva il bonus. Pendolari rimborsati per ritardi e disagi: "Non è un toccasana"
Treni, arriva il bonus. Pendolari rimborsati per ritardi e disagi: "Non è un toccasana"

Il nuovo anno dei pendolari si apre con buone notizie. Non serviranno a colmare i disagi accumulati nel 2023 per treni in ritardo e disavventure in viaggio verso l’universiutà, l’ufficio, l’ospedale, ma almeno renderanno meno amara la pillola dei lavoratori che ogni giorno si muovono sulle tratte aretine e in particolare sull’asse ferroviario Arezzo-Firenze-Chiusi. Se il 2023 si era chiuso con un dicembre "nero" per i pendolari per una serie di disagi negli spostamenti accaduti nell’arco di poche settimane, il primo mese dell’anno porta con sè i rimborsi. Riguardano il mese di novembre e Maurizio Da Re, battagliero portavoce del comitato pendolari Valdarno Direttissima commenta così: "Nuntio vobis ’gaudium’ magnum: Habemus bonus novembris". L’enfasi del commento è collegata al fatto che - sottolinea Da Re - dal dicembre 2021 non scattava il bonus ordinario per la linea aretina.

Ora il bonus in arrivo è valido fino al 30 marzo e i pendolari potranno utilizzarlo anche per acquistare gli abbonamenti del mese di aprile. La notizia ha fatto il giro dei social in pochi istanti e il tam tam tra i pendolari evidenzia lo stato d’animo di chi ogni giorno, come ricorda Da Re "sale sul treno ma non sa quando arriverà a destinazione".

Querelle antica, problemi che si ripropongono infiammando le polemiche e le proteste dei viaggiatori diretti da Arezzo a Firenze. Scorrendo i commenti sui social c’è anche chi la prende con filosofia e chi ironizza evidenziando il fatto che alla fine, il bonus è come un pannicello caldo. Bonus che riguarderà anche la tratta Siena-Chiusi sulla quale si muve un’altra fetta dei pendolari aretini.

Ripercorrendo l’anno appena concluso, le cronache dei fatti rimandano a un dicembre 2023 funestato da ritardi e disagi per i viaggiatori. Il primo giorno del mese decine di treni sono stati soppressi a causa dello sciopero: tra questi anche il Chiusi-Siena, il Chiusi-Firenze e il Firenze-Arezzo. Rabbia dei pendolari sui social e forti penalizzazione sulla mobilità dei pendolari. Ma la situazione si è ripetuta tale e quale il 13 dicembre con un’altrta giornata pesante per i pendolari.

In quell’occasione proprio Da Re aveva ribadito: "Era noto da oltre un anno che fossero disastrosi i dati sulla puntualità dei treni regionali sulla linea aretina. Già alla riunione dell’8 febbraio scorso fra Regione e comitati del Valdarno, Arezzo e Valdichiana, si erano constatati i forti ritardi e i crescenti disagi dei pendolari e i tre comitati avevano anche proposto una decina di interventi e soluzioni, a cui a distanza di dieci mesi la Regione non ha ancora dato risposta". Poi la sollecitazione dell’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli alle Ferrovie: "Chiedo a Rete ferroviaria italiana una maggiore attenzione riguardo alla circolazione sulla linea ferroviaria aretina, con soluzioni che risolvano i costanti disagi che si registrano sui treni regionali".

Un nodo ancora aperto.