Trattori, quiete prima della tempesta. Agricoltori di guardia al casello. Stamani il lancio dei nuovi blitz

I manifestanti pronti alla marcia al rallentatore attraversando tutta la Valdichiana per sbarcare a Roma. Il "fronte" si muove alla voce dei megafoni, i pranzi portati dalle famiglie, la solidarietà degli automobilisti.

Trattori, quiete prima della tempesta. Agricoltori di guardia al casello. Stamani il lancio dei nuovi blitz

Trattori, quiete prima della tempesta. Agricoltori di guardia al casello. Stamani il lancio dei nuovi blitz

La quiete prima della tempesta. Si respira sul grande campo che costeggia la rotatoria a due passi dal casello autostradale Valdichiana, da una settimana sotto scacco dei trattori che non allentano la morsa della protesta. E che oggi, alzeranno l’asticella con la marcia verso Roma. Le famiglie degli agricoltori che non hanno abbandonato il presidio, portano pasti caldi - c’è chi ha cucinato otto chili di pasta col ragù e agnello arrosto - e il calore di chi condivide la mobilitazione in una domenica di attesa. Ci sono perfino gli automobilisti a portare solidarietà a chi manifesta da giorni in quel lembo di terra che gli agricoltori hanno conquistato per i loro "bisonti" fasciati nelle bandiere tricolore.

Non tutti, per la verità, c’è anche chi mostra insofferenza per i disagi alla viabilità nei giorni in cui il casello era bloccato in entrata e uscita per alcune ore e alla cittadella dello shopping - a pochi metri di distanza - dove sono risuonate le sirene degli agricoltori. "Il novanta per cento degli automobilisti ha compreso le ragioni della nostra mobilitazione e ci ha incoraggiato ad andare avanti", spiega Alessandro Zucca, responsabile del presidio Valdichiana. "Stiamo manifestando non solo per noi ma per tutti, perchè se ci fermiamo noi, va in tilt tutto il sistema agro-alimentare", incalza un collega che scrive col pennarello nero l’ennesimo slogan.

La domenica scorre via lenta, ma la quiete nel presidio degli agricoltori anticipa la tempesta. Quella che dalle sette di stamani porterà di nuovo in strada i trattori. Saranno un centinaio al punto di ritrovo al confine tra la Valdichiana aretina e quella senese."Arriveranno colleghi da altre province e da tutto il centro Italia", aggiunge Zucca. Lui ha 27 anni e manda avanti un allevamento di pecore nel Senese. Non solo: coltiva i suoi terreni a cereali e fieno "ma i prodotti della terra ci vengono pagati pochissimo. Per un quintale di grano ci danno circa venti euro, ma i costi del gasolio, le tasse aumentano. Difficile andare avanti così". Per questo, nel breafing di ieri pomeriggio, è stata messa a punto la strategia. Il corteo di trattori attraverserà la Valdichiana al rallentatore, fino alla Cassia e da lì dritti verso la Capitale.

"Chiediamo un incontro con il governo, in particolare con il ministro Lollobrigida e la premier Meloni. Abbiamo necessità di discutere su alcuni punti per noi irrinunciabili. Non siamo disposti ad assistere inermi a una situazione che ci penalizza e che, in prospettiva, ci porterà a dove chiudere le nostre aziende", sbotta Zucca. Lui, il mestiere di agricoltore lo ha scelto e forse anche per questo, guida la protesta "dell’esercito" della Valdichiana che oggi si unirà alle falangi in arrivo da tutta la Toscana e dal nord Italia. Tutti in marcia verso Roma. Anche Enzo Sacconi sarà al fianco dei manifestanti. Lo farà alla guida della jeep mentre il suo trattore resterà nella rimessa: "Voglio esserci per dare il mio contributo a una protesta sacrosanta. In questi giorni tante persone hanno espresso solidarietà nei nostri confronti, apprezzando l’impegno che ci siamo assunti, mettendoci la faccia".

Agricoltore cortonese da una vita, difende i suoi pomodori e attende da anni il rimborso per i danni delle gazze. Intanto in questo lembo di terra, i trattori riposano, le famiglie si riuniscono. E c’è perfino chi, dalle case intorno al presidio, porta vassoi di dolci e pizze appena sfornate. La quiete prima della tempesta.

Lucia Bigozzi