
Al lavoro la. cooperazione internazionale di Polizia e il sistema S.I.Re.N.E.
di Gaia PapiAREZZOOperazione "Lancia d’Argento": la lunga caccia al componente fuggitivo della banda si è chiusa nei giorni scorsi in Germania, a Monaco di Baviera. L’uomo, cittadino romeno e destinatario di un mandato di arresto Europeo emesso dal Gip di Arezzo, è stato individuato e bloccato dalle autorità tedesche grazie al coordinamento tra il servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e il sistema S.I.Re.N.E., che ha permesso il tracciamento e la localizzazione del ricercato a livello europeo.
Era sfuggito agli arresti del 24 aprile scorso, quando quattro suoi connazionali erano stati catturati in Romania nell’ambito dell’operazione "Lancia d’Argento", condotta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri di Arezzo, con il supporto del servizio centrale operativo e delle autorità rumene. Il gruppo criminale è ritenuto responsabile di una serie di furti aggravati che tra l’agosto e il novembre 2024 hanno colpito aziende del comparto orafo aretino, in particolare tra Arezzo, Laterina–Pergine e Civitella in Valdichiana.
L’inchiesta, nata in seguito a numerosi colpi messi a segno nel cuore dell’aretino, ha ricostruito una rete composta da almeno otto cittadini romeni non residenti in Italia, che agivano in trasferta con modalità tipiche delle bande itineranti. I primi riscontri investigativi risalgono al 28 novembre 2024, quando due membri del gruppo furono arrestati in flagranza dopo il colpo a una ditta di Laterina–Pergine Valdarno: il bottino, in quell’occasione, ammontava a 1,4 chili d’oro, 50 d’argento e 10 d’ottone, per un valore complessivo di circa 200mila euro.
Le indagini hanno poi portato alla scoperta di una base logistica in provincia di Pistoia, da cui il gruppo si muoveva per compiere i colpi. Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno consentito al Gip di Arezzo di emettere cinque ordinanze di custodia cautelare, in aggiunta a ulteriori provvedimenti per soggetti già detenuti. È seguito l’invio dei mandati di arresto Europei, che hanno attivato la cooperazione internazionale con Romania e Germania.
L’arresto avvenuto nei giorni scorsi in Baviera rappresenta l’ultimo tassello operativo dell’indagine. Dopo la formalizzazione dell’arresto da parte dell’autorità giudiziaria tedesca, si aprirà ora la procedura di estradizione verso l’Italia. Il sospetto sarà trasferito ad Arezzo, dove dovrà rispondere dei reati di furto aggravato in concorso davanti alla Procura.
L’operazione "Lancia d’Argento" ha dimostrato l’efficacia della cooperazione investigativa transnazionale, grazie al contributo congiunto di Eurojust, Scip, le ambasciate coinvolte, le polizie europee e le unità territoriali italiane, inclusa la Digos. È stata fondamentale anche la sinergia tra le squadre mobili della Polizia e i reparti dell’Arma dei Carabinieri. Partita da un’ondata di furti nel distretto orafo aretino, l’indagine ha assicurato alla giustizia tutti i membri noti della banda.