Richieste d’aiuto oltre il tunnel: "Famiglie turbolente alle spalle"

Il diverso approccio tra ragazze e ragazzi verso l’alcol soprattutto nel passaggio dalle medie alle superiori. Se per i maschi ci sono spesso questioni di ambienti difficili, per le femmine c’è il desiderio di essere accettate.

Richieste d’aiuto oltre il tunnel: "Famiglie turbolente alle spalle"
Richieste d’aiuto oltre il tunnel: "Famiglie turbolente alle spalle"

Il primo passo è sempre quello più difficile. Lo sa bene il dottor Becattini che ogni giorno segue pazienti affetti da dipendenze insieme al proprio staff, al personale del servizio per le dipendenze, ma a saperlo bene sono anche le famiglie. "Spesso proprio le famiglie hanno difficoltà nel farsi avanti, nell’ammettere il problema temendo il giudizio" sottolinea il dottor Becattini. Ma quali sono le storie, i casi di chi sotto i 18 anni si è rivolto al servizio per le dipendenze dopo aver stretto troppo il legame con le bevande alcoliche.

Le storie sono quelle di ragazze che nella maggior parte dei casi non hanno manifestato alcun problema specifico, almeno fino alla seconda-terza media, giusto per indicare un periodo temporale. Poi il passaggio alle superiori, il cambiamento adolescenziale, ma anche quello delle amicizie, la necessità di essere accettate in un nuovo gruppo, in un nuovo giro di amiche. La perdita di contatto e di fiducia, sono tutti fattori che hanno portato alcune ragazze e le loro famiglie a chiedere aiuto al SerD per uscire o per meglio dire interrompere quel legame creato con l’alcol, ma anche con altre sostanze soprattutto cannabinoidi, come spiega il dottor Becattini.

Per i ragazzi ci sono fattori comuni, ma sulla base dell’esperienza diretta di chi ogni giorno è in prima linea ecco venire fuori un identikit con tratti diversi. Per i maschi che accusano problemi con l’alcol spesso ci sono alle spalle storie turbolente, sopra le righe magari, dove c’è la necessità arrivati ad una certa età di riuscire a far parte di un gruppo che assume i tratti del branco. È ovvio poi che sia per i ragazzi che per le ragazze c’è un altro punto comune ed è quello che riguarda il modo in cui si procurano le bevande alcoliche. Si parte magari cercando tra le mura domestiche e poi crescendo l’acquisto avviene nella grande distribuzione tramite gli amici, i primi che raggiungo la maggiore età e che quindi per la legge sono in regola per l’acquisto ma non certo per agevolare i loro amici minorenni nel bere.

Da non sottovalutare poi il fenomeno delle baby gang. "Ad Arezzo sono attive - spiega il dottor Becattini - e io lo definirei un fenomeno in corso che condiziona il modo di trascorrere insieme soprattutto le serata tra giovanissimi".

Matteo Marzotti