La Fondazione Piero senza sostegni. Esclusa dai contributi dello Stato. Chieli: "Ma andiamo avanti lo stesso"

La presidente dell’organismo commenta la decisione. Solo all’Archivio Diaristico di Pieve sono andati i fondi

La Fondazione Piero senza sostegni. Esclusa dai contributi dello Stato. Chieli: "Ma andiamo avanti lo stesso"

La Fondazione Piero senza sostegni. Esclusa dai contributi dello Stato. Chieli: "Ma andiamo avanti lo stesso"

di Claudio Roselli

La Fondazione Piero della Francesca è stata esclusa dai finanziamenti statali, al contrario di quella dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Entrambe avevano presentato domanda entro il termine del 30 aprile 2023 attraverso la piattaforma del Ministero della Cultura ed erano presenti nella lista del triennio precedente, al punto tale che questo aveva consentito ad esse di aggiudicarsi contributi pari a oltre 116mila euro per la Fondazione Piero della Francesca e a quasi 557mila per la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale. Sul prospetto del nuovo decreto, all’esame delle commissioni cultura di Camera e Senato, compare però soltanto la seconda Fondazione, quella pievana, con un primo contributo annuo di 174mila euro, mentre non c’è quella biturgense. Ricordiamo che lo schema di decreto ministeriale con la tabella delle istituzioni culturali ammesse al contributo per il triennio 2024-26 è stato aggiornato di recente e che lo stanziamento complessivo ammonta a 30 milioni e 290mila euro, da devolvere a istituzioni che senza scopo di lucro hanno il compito di promuovere e valorizzare il patrimonio culturale mediante un programma triennale volto a garantire servizi collegati all’attività di ricerca e documentazione con mostre seminari e altri iniziative. La Fondazione Piero della Francesca è dunque fuori assieme ad altre nove realtà dal lotto dei 232 enti beneficiari e ciò si è verificato in un momento nel quale essa sta cominciando a riappropriarsi in pieno del ruolo per il quale è nata nel 1990. La visita di personalità quali Gabriele Finaldi (direttore della National Gallery di Londra) e Franco Cardini, più la fresca operazione della ricomposizione del polittico agostiniano al museo Poldi Pezzoli di Milano, stanno a dimostrarlo in pieno. Niente di meglio, allora, che interpellare in proposito la dottoressa Francesca Chieli, presidente della Fondazione: "In attesa che arrivi anche a noi la comunicazione ufficiale – ha commentato – mi ha stupito la celerità con la quale un ex assessore alla cultura (il riferimento è a Gabriele Marconcini) abbia pubblicato la notizia su un sito locale. La sottoscritta ha ereditato una situazione complessa e problemi che lui stesso conosce bene, vedi quelli inerenti a sicurezza e agibilità. Da parte mia, posso soltanto ribadire l’impegno profuso assieme ai miei collaboratori per far ripartire la Fondazione: mi riservo di dare ulteriori informazioni solo dopo un colloquio con i componenti del cda e comunque, al di là delle tabelle triennali, la Fondazione è andata pur sempre avanti con altre risorse economiche", ha concluso Chieli.