LUCIA BIGOZZI
Cronaca

La città degli invisibili. Crescono i senza tetto tra palazzi abbandonati e rifugi di fortuna

Sono centinaia quelli che periodicamente si affacciano in centro. Scelgono anche i cantieri e si spostano secondo i controlli dei vigili. Dall’ex mercato ortofrutticolo ai sottopassi: la mappa dei disperati.

La città degli invisibili. Crescono i senza tetto tra palazzi abbandonati e rifugi di fortuna

La città degli invisibili. Crescono i senza tetto tra palazzi abbandonati e rifugi di fortuna

"Aiuto, vogliono farmi del male". La voce rimbalza da una finestra semiaperta del grande palazzo, un tempo quartier generale Enel, oggi dismesso e diventato negli anni dormitorio, riparo per la notte di chi un tetto non ce l’ha e vive per strada.

Le urla richiamano l’attenzione dei passanti, stretti in caldi piumini, avvolti in morbide sciarpe, con gli acquisti appena conclusi tra le meraviglie dell’Antiquaria in una domenica pomeriggio molto slow. Ma quelle urla sono come la lama di un coltello: graffiano feriscono. Scatta l’allarme, le persone si soffermano sul marciapiede di via Petrarca e chiedono alla donna, chiusa in un giubbotto rosso, che cosa sta accadendo. "Chiamate i soccorsi, la polizia, ho paura". E dal marciapide una coppia rilancia:"Tranquilla, chiamiamo noi i soccorsi". Avviene tutto in un lampo: i telefonini mitragliano sui numeri dell’emergenza e in pochi attimi arriva una pattuglia della polizia municipale. Due agenti cercano di tranquillazzare la donna e nel frattempo mettono in moto la macchina dei soccorsi; si attende l’intervento dei vigili del fuoco. In quel palazzo fantasma, solo loro possono entrare e operare in sicurezza. Passano alcuni minuti, la donna sparisce dalla finestra, mentre in via Petrarca arriva una pattuglia della polizia: gli agenti prendono informazioni dalle colleghe della Municipale e tutti sono pronti a intervenire. All’improvviso, la donna ricompare sul marciapiede. È uscita dal palazzo come probabilmente è entrata: scavalcando il cancello bianco che costeggia il parcheggio della Cadorna.

La stessa "via" utilizzata da un giovane, venerdì intorno alle 23: ha attraversato a piedi il palazzo della Cadorna e, girato l’angolo che affaccia in via Pertrarca con un balzo ha scavalcato la recinzione passando dall’altra parte. Lì in quella terra di mezzo - o di nessuno - ha trovato un angolo dove dormire, magari insieme ad altre persone senza casa.

Invisibili. Storie di uomini e donne senza nome, che vivono ai margini: sono alcune centinaia in città che si muovono da un luogo all’altro nella mappa dei senzatetto: un riparo tra le mura del cosiddetto palazzo "Mancini", o all’ex mercato ortofrutticolo a Pescaiola. E ancora: lungo i sottopassi o negli angoli più nascosti del quartiere Saione e nella zona dello spaccio a Campo di Marte.

Invisibili, senza orizzonte. Ombre che di notte si allungano sui muri dei palazzi silenziosi e austeri, dal centro alla periferia, in un "monopoli" della disperazione. Alcune centinaia di persone che si muovono da un luogo all’altro, come una marea che va e viene. La rete dell’accoglienza, Caritas in testa, funziona e lavora a ritmo continuo, coi posti letto che non bastano mai e le richieste che aumentano, specie d’inverno. Eppure continua a cresce il numero di uomini e donne che per i motivi più svariati, si ritrovano con niente in tasca e brandelli di vita per strada. Persone fuori, girovaghi in cerca di un posto dove fermarsi, per qualche ora, riposare e poi ripartire.

Invisibili, ma ci sono. E interrogano le coscienze di ciascuno. La donna col giubbotto rosso agli agenti dice: "Vengo qui a dormire". Per lei non c’è altro posto che lo scheletro di un palazzo che nei piani dei proprietari, dovrebbe essere demolito per lasciare spazio ad appartamenti di lusso. Ma i senza tetto non si fermeranno.