GAIA PAPI
Cronaca

Ottanta persone intossicate dal sushi, ristorante condannato al risarcimento

La vicenda ricostruita in tribunale. Sotto la lente le pietanze destinate all’asporto di un ristorante a Sansepolcro

Carabinieri in una foto di repertorio

Carabinieri in una foto di repertorio

Arezzo, 16 giugno 2024 – Ottanta persone erano rimaste intossicate dopo aver mangiato sushi e sashimi da asporto prelevato nel ristorante Bambù di Sansepolcro; negli scorsi giorni è arrivata la sentenza di condanna per i tre proprietari. I tre sono stati giudicati responsabili in concorso: "Per l’omessa valutazione del rischio microbiologico specifico per le preparazioni effettuate nel ristorante, per gli ingredienti e per l’acqua, per aver posto in commercio sostanze alimentari, nello specifico cibo da sporto, pericolose per la salute pubblica contaminate da clostridium perfrigens (batterio protagonista di numerosi avvelenamenti da cibo) e norovirus (agente patogeno responsabile della diarrea)". Sono stati poi chiamati a pagare una multa per il secondo capo di accusa: "omissione della valutazione del rischio microbiologico nella preparazioni dei pasti, per gli ingredienti e per l’acqua, tanto da cagionare alle persone sintomi di tossinfezione alimentare e lesioni personali". Liquidate, inoltre, le parti civili, una decina quelle assistite dall’avvocato Franca Testerini, le altre dai difensori Rodolfo Vannetti, Tiziana Citernesi e Mattia Cardelli. Risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede civile con provvisionale, che ammonta a 150 euro ciascuno, oltre il rimborso per le spese di costituzione.

“La sentenza è un successo. Le prove non erano molto chiare. L’Asl era intervenuta due giorni dopo l’accaduto senza trovare tracce rilevanti. Ma giustizia è stata fatta" spiega Testerini. Il fatto risale al 20 febbraio 2021. Sotto accusa sushi e sashimi consumato da circa 80 clienti del ristorante Bambù che poi sono stati colpiti da una sospetta tossinfezione dopo avere consumato il take away nelle proprie case. In diversi erano finiti in ospedale tra Città di Castello, Sansepolcro e Arezzo, a causa dei malori successivi - tra cui febbre alta e disturbi gastrointestinali. Ci fu anche qualche ricovero; qualcuno ricorse alle cure dei medici di famiglia. Poi le denunce, le segnalazioni e i carabinieri della compagnia di Sansepolcro che aprono le indagini insieme al dipartimento di prevenzione di sicurezza alimentare della Asl competente. I carabinieri della compagnia biturgense avevano posto i sigilli al ristorante e denunciano i tre titolari, tutti cinese, ma residenti in Italia, tra Toscana, Umbria e Lombardia, soci tra loro e gestori del ristorante sotto accusa. All’indomani dell’accaduto, i gestori del ristorante nel profilo Facebook del locale, si erano scusati per aver provocato il disagio ai clienti: "Anche noi stiamo cercando il problema insieme alle autorità. Intanto chiedo scusa a tutti i clienti che sono stati male prendendo il nostro cibo asporto", scrivevano nel post. E adesso, a distanza di tre anni, la sentenza di condanna per i titolari.