Inclusione attraverso il cinema: Poti Pictures Academy 2023-24

In primavera la realizzazione di un cortometraggio con attori con disabilità intellettiva

Poti pictures academy

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Arezzo, 8 febbraio 2024 – In primavera la realizzazione di un cortometraggio con attori con disabilità intellettiva della prima scuola di formazione professionale specifica di cinema in Italia per persone con disabilità intellettiva e relazionale.

A metà del percorso dell’innovativo progetto "Poti Picture Academy 2023-24”, si è svolta questa mattina presso la sede di Poti Pictures la conferenza stampa di presentazione della nuova classe di aspiranti attori.

L’Academy si propone di offrire a otto persone con disabilità intellettiva un'opportunità unica: la formazione nel campo cinematografico. Non si tratta solo di insegnare tecniche di recitazione, ma di favorire un ambiente in cui queste persone possano esprimere se stesse al massimo delle loro capacità, superando le barriere che spesso limitano la loro partecipazione nella società.

L'obiettivo è far sì che non solo diventino parte attiva del processo cinematografico, ma anche che il risultato finale, un cortometraggio, rappresenti in modo autentico le loro abilità e creatività. Il binomio cinema e disabilità che la Poti Pictures rappresenta mira a sfidare gli stereotipi esistenti sulla disabilità e contemporaneamente a trasformare il modo in cui la società percepisce e accetta le persone con disabilità.

Durante la conferenza stampa il responsabile scientifico del progetto Sandra Rogialli, ha esposto i risultati raggiunti dalla nuova classe degli 8 aspiranti attori: Sara Senesi, Francesco Ciani, Andrea Pettener, Rossella Dainelli, Annamaria Valenza, Ejup Deliu, Paolo Dragoni, Giuseppina Nappini. Questo progetto, in partnership con il Comune di Arezzo, è reso possibile grazie al contributo della Fondazione CR Firenze, Consorzio COOB, Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.

“L’idea di dare continuità al lavoro che svolgiamo da molti anni, rappresenta per noi un passo importante - spiega il regista Daniele Bonarini -. Dopo gli immensi sacrifici e sforzi che abbiamo fatto, sia come cooperativa che singolarmente, riuscire a mettere a sistema l’Academy è senz’altro qualcosa di emozionante e stimolante.

Nel nostro piccolo abbiamo sempre lavorato, senza sosta, affinché chiunque passi dalla nostra scuola, abbia un’opportunità grande di mettersi in gioco e confrontarsi, alla pari, con professionisti del cinema”. “La Poti Pictures è la prima casa di produzione cinematografica sociale al mondo - spiega il presidente Paolo Marraghini -.

Si tratta di un laboratorio, nato oltre dieci anni fa, di un nuovo umanesimo culturale che parte dal presupposto che ogni persona ha una sua bellezza da raccontare e uno sguardo unico sul mondo. Un cantiere dove si formano le persone e si attivano relazioni professionali in grado di generare attraverso la Settima Arte, benessere del singolo e della collettività.

La Poti Pictures è la divisione cinematografica della cooperativa sociale Il Cenacolo con cui condivide la stessa matrice ideale e un obiettivo comune: realizzare una delle eccellenze più significative, non solo in Italia, di espressione professionale a carattere artistico in cooperativa di tipo B”.

“Ormai da anni la Poti Pictures sta segnando una strada nuova rispetto al rapporto tra lavoro e disabilità - commenta il vice sindaco Lucia Tanti -. Oggi è una realtà forte e consolidata che ha dimostrato come si possa essere capaci di dare vita a percorsi formativi e creare professionalità partendo dai valori di ognuno.

Desidero ringraziare i ragazzi, gli organizzatori, lo staff e le famiglie che hanno creduto in questa esperienza: grazie a questa, sommata a molte altre, Arezzo oggi può considerarsi una città inclusiva, una realtà in cui abbiamo creduto e investito molto come Amministrazione”.

Al termine della conferenza stampa sono stati intervistati gli aspiranti attori, che hanno dichiarato: “Io qui ci verrei tutti i giorni, farei qualsiasi cosa che mi chiedete” - dice Sara - “da quando vengo qui” - continua Francesco - “vedo le cose in maniera diversa e mi sento più sicuro”.