Il veterano di Sanremo. Santucci è il primo sax: "Da 33 anni all’Ariston con Cortona nel cuore"

Arriva dalla Valdichiana uno dei protagonisti dell’orchestra Rai. Nonostante l’esperienza sottolinea quanto il ritmo sia intenso . Ora siamo al giro di boa e finito l’impegno lo aspetta un po’ di riposo. .

Il veterano di Sanremo. Santucci è il primo sax: "Da 33 anni all’Ariston con Cortona nel cuore"

Il veterano di Sanremo. Santucci è il primo sax: "Da 33 anni all’Ariston con Cortona nel cuore"

È il suo 33esimo festival di Sanremo, ma se a questi somma anche le esperienze di Sanremo Giovani arriva ad oltre 40 edizioni. Nonostante la più che navigata esperienza il maestro cortonese Francesco Santucci, 1° sax alto clarinetto e flauto (anche se polistrumentista pluri diplomato) dell’orchestra Rai non manca di condire con emozione anche questa nuova avventura. "La responsabilità ti porta a essere sempre concentrato e sul pezzo", conferma Santucci. Ormai a Sanremo dal 15 gennaio, dopo settimane di prove anche a Roma. "Il ritmo è sempre intensissimo e la stanchezza si fa sentire, ma teniamo botta". Sulle canzoni in gara il maestro Santucci non vuole e non può sbilanciarsi. "Sono della vecchia scuola, sono un affezionato alla melodia. Sicuramente ci sono pezzi che radiofonicamente funzioneranno, ma mi piacerebbe che in un palcoscenico come il festival di Sanremo ci fossero rappresentati più generi musicali.

Ci dovrebbe essere spazio per tutti. Oggi il mercato discografico predilige sonorità molto computerizzate, con basi elettroniche molto simili tra loro. Si è un po’ perso il senso di aggregazione che la musica può dare.

Più energia genera la musica più è forte il coinvolgimento del pubblico. Temo che molte canzoni oggi come negli ultimi anni siano prêt-à-porter, utili per un periodo poi pronte a cadere nel dimenticatoio.

Di meteore in questi anni ne ho viste passare molte da questo palco".

Sanremo è al giro di boa e il bilancio di Santucci è positivo. L’orchestra rappresenta un punto fermo dello spettacolo che rende tutto più magico. "Fare a meno dell’orchestra sarebbe come andare a vedere una partita di calcio e vedere giocare solo gli attaccanti", scherza ancora Santucci.

Tra i momenti più divertenti sottolinea quello in compagnia del gruppo Santa Balera, composto da esponenti della generazione Z, un’orchestra di 15 musicisti e 10 ballerini, si sono esibiti all’Ariston, nella seconda serata del Festival, insieme a Mirko Casadei nell’omaggio ai 70 anni di Romagna mia. "Veder ballare tutto il teatro mi ha emozionato, un ritorno alle origini". Su Amadeus solo giudizi lusinghieri. "Lo conosco da troppi anni e lo stimo da sempre. È un signore di altri tempi che lo differenzia da tanti altri presentatori. È esattamente ciò che si vede in tv, una persona educata, tranquilla, che sa far valere le sue idee ed è sempre ben disposto con tutti".

Dopo il festival per il maestro Santucci arriverà un po’ di sano riposo e poi una nuova carrellata di impegni soprattutto nella promozione dell’album "Four Season" realizzato con la RTS Big Band di Belgrado che propone un innovativo arrangiamento jazz delle Quattro Stagioni di Vivaldi. Sarà in giro per una lunga tournée. In uscita anche un disco tutto suo su cui sta lavorando da tempo e su cui ancora non vuole svelare, per scaramanzia, dettagli.