Il metodo Rondine. Patto con le scuole contro bullismo e abbandoni

Il ministro Valditara firma l’accordo davanti al provveditore Curtolo. Tutor fissi, rientri pomeridiani, pranzi insieme e interrogazioni-lezione. Già 37 classi su 15 regioni: da domani oltre 500 studenti nel borgo.

Il metodo Rondine. Patto con le scuole contro bullismo  e abbandoni
Il metodo Rondine. Patto con le scuole contro bullismo e abbandoni

Ha detto sì a Rondine sotto gli occhi accigliati e severi dei suoi predecessori, i cui volti campeggiano sulla parete del ministero della pubblica istruzione e oggi dell’istruzione e del merito. Ha detto sì a Rondine e al suo metodo didattico, definendolo "utile ed efficace nella costruzione di un dialogo costruttivo tra docente e studente, per la serenità dell’ambiente scolastico, nel contrasto al bullismo e nella creazione di un ambiente accogliente che favorisca l’apprendimento".

Ha detto sì e ha firmato un protocollo d’intesa che estende le sezioni Rondine a tutta Italia. Giuseppe Valditara, attuale titolare dello storico dicastero di viale Trastevere, ha accolto il presidente di Rondine Franco Vaccari e una delegazione della Cittadella in una delle 630 sale del palazzo che poi è un vero e proprio isolato nel centro della capitale. Lanciando la sperimentazione dalle Alpi non alle piramidi ma alla Sicilia sì.

Trienni o quinquenni sperimentali, radicati nelle scuole superiori con netta prevalenza nei licei: già attualmente mette in campo 37 classi sparse in 25 città e in 15 regioni. Con un viaggio partito da Arezzo, che in questo momento estende le sezioni dallo Scientifico al Colonna, dal Classico Petrarca all’appena entrato Pier della Francesca, dall’Isis al Giovanni da San Giovanni in Valdarno.

Sezioni Rondine: cioè? Uno stile didattico che insegna i programmi tradizionali mettendo al centro l’ambiente classe: tutor in classe a garanzia delle relazioni interne, momenti pomeridiani, doposcuola stile don Milani, approfondimenti anche oltre i programmi, interrogazioni in forma di lezioni affidate in prima battuta agli stessi studenti. Il tutor affianca fisso gli insegnanti, l’unità della classe è una priorità insieme alla didattica.

Alla base la stessa scintilla dello studentato internazionale: i conflitti non si negano ma si mettono al centro per superarli. E non si fermano alle vicende internazionali ma arrivano fino al pianerottolo di casa. E ai banchi di scuola.

"Questo accordo – commenta soddisfatto Vaccari – è un passo avanti nella sperimentazione e attuazione del Metodo Rondine, un metodo certificato e validato ogni anno, nelle scuole italiane, lì dove è necessario favorire un clima capace di disincentivare la dispersione e l’abbandono". Elementi che hanno convinto il ministero ad accelerare in questa direzione: una diga al bullismo, e quindi alle tensioni interne ad una classe, e alla dispersione scolastica.

Due nemici che colpiscono duro anche ad Arezzo. Terra pioniera della sperimentazione e non a caso alla scrivania del ministro c’è al posto d’onore il provveditore Roberto Curtolo. E al suo fianco Alberto Belli Paci: è il figlio della senatrice Liliana Segre, il garante del testimone lasciato alla Cittadella dalla superstite di Auschwitz e insieme un suo nuovo compagno di strada. Il testimone dell’impegno contro l’indifferenza: e che nei prossimi giorni aprirà gli spazi del borgo a studenti da tutta Italia.

I ragazzi delle sezioni Rondine venerdì e sabato affluiranno da tutta Italia: da Napoli a Udine, da Alghero a Cremona, da Mondovì a Trieste. Mentre già bussano alle porte Padova, Isernia, Termoli, Cuneo, Trento e tante altre città italiane. Aspettavano solo la firma: e ora è arrivata, tra i testimoni accigliati sulle pareti del ministero.