
La discendente di Gustavo si occupa di direzione commerciale e marketing "L’obiettivo è salvare i valori artigianali, integrandoli con un approccio moderno".
Impresa e famiglia: due parole che per i Soldini sono rimaste sempre nelle stessa frase. Da 80 anni e per tre generazioni. Gustavo Soldini avviò il calzaturificio di Capolona nel 1945 e volle che i fratelli Ermenegildo e Giuseppe lavorassero con lui. Amava decidere da solo ma nel suo cuore la Soldini, la Cisa e l’Adria avrebbero dovuto essere una fabbrica per ciascun fratello. La seconda generazione e cioè i figli Rossano e Marco hanno a lungo lavorato con il padre che non ha mai appeso al chiodo la sua spolverina bianca fino alla morte a 94 anni. In fabbrica, adesso, lavora anche la terza generazione: Francesca figlia di Rossano e Alberto, figlio di Marco, che è alla guida della produzione e del reparto Professionale. Francesca ha 47 anni, studi di legge a Bologna e poi diploma specialistico in marketing operativo della moda presso il Polimoda di Firenze.
Si occupa ora della gestione dei negozi di proprietà e delle linee moda Antica Cuoieria e Soldini80. Quindi ideazione collezioni, direzione commerciale e marketing. Non ha mosso i primi passi nell’azienda: "Ho fatto esperienza in altre realtà del fashion come Dolce&Gabbana e Sergio Rossi ma lavorare nell’azienda di famiglia rappresentava un’opportunità unica. È una scelta che unisce passione, responsabilità e desiderio di continuare un percorso che va oltre il semplice lavoro: è parte della propria storia e identità".
Chiamarsi Soldini e lavorare in Soldini è probabilmente più difficile di qualsiasi altro impegno professionale: "Sento una responsabilità particolare verso il nonno, mio padre e lo zio. Hanno costruito e fatto crescere l’azienda con dedizione, impegno e una visione chiara. Il loro lavoro rappresenta le fondamenta su cui oggi continuiamo a costruire. Per me, questa responsabilità non è un peso, ma uno stimolo costante a onorare i loro sacrifici, mantenendo vivi i valori che ci hanno trasmesso e contribuendo all’evoluzione dell’azienda con idee nuove e innovative. È un equilibrio tra rispetto per la tradizione e slancio verso il futuro".
Un pizzico di onesta paura rimane: "non essere alla loro altezza". E questo fin dal primo giorno che ricorda con nitidezza: "un mix di emozioni tra entusiasmo e una sana dose di timore. Ero consapevole di entrare in un ambiente carico di storia e tradizione, con la responsabilità di portare il mio contributo. Percepii l’importanza del lavoro di squadra e nonostante le aspettative e la pressione, un forte senso di appartenenza, che rafforzò la convinzione di aver fatto la scelta giusta".
Se nonno Gustavo non c’è più, se il padre e lo zio hanno compiuto una lunga parte del loro percorso, per le terze generazioni è il momento di immaginare il futuro della Soldini: "Penso a un’azienda che continui a crescere nel rispetto della tradizione familiare ma con un forte slancio verso l’innovazione. Sarà un’impresa capace di preservare i valori artigianali che l’hanno resa solida, integrandoli con approcci moderni. L’evoluzione sarà guidata da una visione che unirà passione e responsabilità, mantenendo viva l’eredità dei fondatori e affrontando le sfide future con entusiasmo. L’azienda punterà a rafforzare la propria identità nel settore della moda e degli accessori, valorizzando il connubio tra qualità, creatività e sostenibilità".
È il lavoro che attende Francesca Soldini. Con un pensiero chiuso nel cassetto più intimo: "il nonno mi manca da matti".