Calendario per i lettori. Dodici mesi di storie. Casa Thevenin e l’aiuto a bimbi e mamme

Domani verrà distribuito in omaggio con il nostro quotidiano. In primo piano ci saranno le associazioni di volontariato . Mese dopo mese le conosceremo e ci accompagneranno nel 2024.

Calendario per i lettori. Dodici mesi di storie. Casa Thevenin e l’aiuto a bimbi e mamme

Domani in edicola con il nostro giornale verrà dato in omaggio un calendario dedicato al mondo delle associazioni di volontariato

Pronti ad abbracciare, insieme a noi, il nuovo anno. Di nuovo in prima linea, ognuno nel proprio settore. Sono i magnifici dodici. Le dodici associazioni di volontariato protagoniste, ognuna di un mese nel calendario de La Nazione, che troverete domani in edicola con il nostro quotidiano. Ogni giorno attivi su più fronti, dal campo sanitario a quello della ricerca, dalla protezione civile alla tutela delle donne e dei bambini, agli anziani soli e malati, sostengono con amore e professionalità migliaia di persone. Tra le associazioni c’è anche Casa Thevenin, realtà cittadina che da oltre 150 anni si occupa di accoglienza. "In passato degli orfani, oggi di ragazze sole, affidate ai servizi sociali, e dei loro figli" spiega il presidente di Casa Thevenin, Sandro Sarri. "La Fondazione Thevenin è al centro di una piccola rete di servizi poiché ne gestisce direttamente cinque differenti tipologie: la comunità di accoglienza per mamme con bambini, quella educativa per minori, l’appartamento per donne in situazione di disagio, il servizio pomeridiano per bambini in difficoltà scolastica o donne vittime di violenza. Si tratta in ogni caso di persone inviate a noi dai Servizi sociali dei Comuni" .

Quale lo scopo di Casa Thevenini?

"Di provvedere, anche gratuitamente secondo i propri mezzi, alla loro accoglienza, al mantenimento, all’istruzione morale e religiosa, all’inserimento nella società e nel mondo del lavoro". Sfogliando il sito, tra i messaggi si legge: "Grazie a tutti. Vi penso sempre. Mi avete aiutato in questi anni ed ora ho la mia vita. Mi avete salvata"…

"I successi sono sicuramente più degli insuccessi. Mensilmente riceviamo chiamate o visite da parte di nostre ex ospiti. Ci sono tante storie di rinascita. Una donna, dopo due anni con noi, adesso lavora in un’azienda del territorio, le sue due bambine vanno benissimo a scuola. Vive ad Arezzo in modo autonomo. E’ una grande soddisfazione. Come lei moltissime".

Quante sono le ospiti?

"Le nostre strutture sono sempre piene ci sono sei mamme e sei bambini. Un lavoro difficilissimo, con costi importanti, le rette riconosciute dai Comuni coprono una parte delle spese ingenti. L’istituto è molto grande, con noi lavorano 26 persone".

Una realtà che la cittadinanza abbraccia ogni giorno…

"Si, un abbraccio sentito. Sono sempre molte le attività che ci supportano. Dai privati, a piccole a grandi realtà. Tante feste private, compleanni, lasciti di persone sole, tombole organizzate da club".

A cui si aggiunge il vostro costante impegno…

"Sì, i nostri eventi collaterali. Come gli spettacoli teatrali o la baita al Prato, per citarne alcuni"

Gaia Papi