Cade con l’auto nel torrente. Un volo di trenta metri. Donna salva per miracolo

L’incidente sulla strada provinciale delle miniere vicino a Cavriglia. Sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco.

È a casa e sta fortunatamente bene la valdarnese protagonista di uno spettacolare incidente attorno all’ora di cena nel giorno di Santo Stefano, sulla strada provinciale 14 delle miniere nel comune di Cavriglia. La donna, con la propria autovettura, una Renault Twingo, è precipitata da un’altezza di quasi 30 metri in località Villini, sul letto di un fiume, alle porte del centro abitato di Castelnuovo dei Sabbioni. Un volo pauroso che, se non altro, al di là degli ingenti danni che ha subito l’autovettura, ha comunque avuto un lieto fine. Cosa non da poco in certe circostanze dove, spesso e volentieri, l’epilogo è tristemente noto.

Le cause di questo grave incidente sono ancora tutte da definire; la macchina è volata nel dirupo all’altezza di una curva e tante potrebbero essere le motivazioni, dalla scarsa visibilità della zona, alla velocità per finire a una fatale distrazione che poteva per davvero portare a ben più gravi conseguenze. Esclusa l’ipotesi del malore, nonostante il gran volo la donna ha avuto la lucidità di chiamare i soccorsi che, da lì a poco, sono giunti sul posto. Incredibile la scena che si sono trovati davanti i vigili fuoco del comando Firenze, distaccamento di Figline Valdarno, oltre ai sanitari del 118 che si sono messi subito in moto per cercare di arrivare nel punto preciso dove era finita l’auto.

Addirittura è stato chiamato anche il nucleo dei sommozzatori, la paura principale infatti era quella che l’acqua del fiume potesse entrare all’interno dell’abitacolo ma il livello della stessa era piuttosto basso e, almeno sotto questo punto di vista, non ci sono stati problemi. Davvero complesse sono state le operazioni di recupero della sfortunata protagonista; la fitta vegetazione di quel preciso punto, che alla fine le ha in pratica salvato la pelle attutendone il volo, ha creato non pochi disagi ai vigili del fuoco che con tecniche Saf (speleo alpino fluviale) hanno tagliato parte di rami ed erbacce calandosi, al tempo stesso, proprio nella zona in cui era presente la donna prestandole, così, i primi soccorsi. Successivamente è stata riportata in strada con una barella toboga e affidata al personale sanitario che, da lì a breve, l’ha trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia. L’auto è stata recuperata soltanto nella mattinata di ieri. Tantissima paura e solo qualche graffio hanno permesso di far ritorno, da lì a breve, all’interno delle proprie mura domestiche dove penserà e ripenserà a come l’ha scampata bella al cospetto di un sinistro, che, in tantissimi casi, può portare senza troppi rigiri di parole alla morte. Una bruttissima esperienza che però potrà raccontare. E non è un fatto assolutamente secondario per come poteva davvero andare a finire.