Bitumi e polemiche: stop al piano. Gricignano, la verità sull’impianto

A Sansepolcro ritirata dall’ordine del giorno del consiglio comunale la votazione sulla variante per l’azienda. Al comitato dei residenti verrà illustrato il progetto dalla proprietà. I prossimi passaggi della vicenda.

Bitumi e polemiche: stop al piano. Gricignano, la verità sull’impianto
Bitumi e polemiche: stop al piano. Gricignano, la verità sull’impianto

di Claudio Roselli

È stata ritirata dall’ordine del giorno della seduta di sabato scorso del consiglio comunale la votazione della variante legata al trasferimento in località Ciapanella, nella campagna di Gricignano, dell’azienda di conglomerati bituminosi, al quale la popolazione della frazione biturgense si è opposta con decisione. Una vicenda complessa, nonostante la regolarità giuridica dell’operazione, in linea con i dettami del piano strutturale e di un regolamento urbanistico approvato nel 2012. È stato il vicesindaco Riccardo Marzi a chiedere lo slittamento della pratica e il consiglio ha detto ok, con l’intento di approfondire alcuni aspetti del progetto che ancora non sono stati messi a fuoco.

A breve, quindi (la data è ancora da stabilire), vi sarà un incontro fra i titolari dell’azienda e i rappresentanti del comitato "Salviamo la campagna di Gricignano" e della Pro loco per una illustrazione complessiva dell’impianto che dovrà essere realizzato. Erano numerosi i cittadini direttamente interessati che sabato mattina si sono recati in sala consiliare a Palazzo delle Laudi; dopo le azioni intraprese nei giorni scorsi dal comitato, tanti cittadini si sono mobilitati contro un intervento che – stando a chi non è favorevole a esso – oltre a creare un forte impatto andrebbe a sfigurare indelebilmente il paesaggio di un’area che, pur essendo classificata come industriale, ha oggi indubbi pregi ambientali e paesaggistici.

"Come già spiegato – precisa il comitato – alla base della contestazione c’è l’idea che Gricignano sia cambiata radicalmente negli ultimi anni, lasciandosi alle spalle molte criticità del passato e aprendosi a un virtuoso percorso di sviluppo sostenibile: realizzare questo intervento impattante significherebbe, quindi, interrompere tale processo di riqualificazione. In altre parole, il paradosso è che se nel corso di pochissimi anni sono cambiate molte condizioni, gli strumenti urbanistici sono rimasti quelli di 20 anni fa. Rispetto a tutto ciò è innegabile che il proprietario del terreno in questione abbia dei diritti; allo stesso tempo, però, è legittimo riconoscere che su questo la politica, in particolare il consiglio comunale, possa esprimersi concedendo o meno una variante per trasferire la sua attività in quel sito".