Arezzo2020: “Antenna di via Sicilia, il Comune riconosca i suoi errori e risolva”

“La prima colpa del Comune è di non aver informato la popolazione interessata”

Arezzo, 12 febbraio 2024 – “Arezzo 2020 per cambiare a sinistra” si schiera dalla parte dei cittadini di Via Sicilia che stanno protestando contro l’amministrazione comunale per l’installazione di una enorme antenna per la telefonia posizionata in prossimità delle abitazioni.

"I residenti, una mattina di fine gennaio, si sono svegliati e hanno visto le ruspe scavare, poi il getto di un plinto in cemento armato per una antenna della telefonia di rilevanti dimensioni. La loro iniziativa immediata ha fatto sospendere temporaneamente i lavori per la necessità di una integrazione del parere di Arpat.

L’assessora Lucherini si dice contenta di questa sospensione, che durerà qualche settimana, e così prende nuovamente in giro gli abitanti. Il Comune dovrebbe invece riconoscere le proprie responsabilità in questa situazione e individuare una soluzione.

La prima colpa del Comune è di non aver informato la popolazione interessata quando è pervenuta la richiesta della società Inwit che prevedeva il sito di Via Sicilia. Ormai è una consuetudine: le parole informazione preventiva e partecipazione non fanno parte del vocabolario di questa amministrazione, salvo poi essere costretta a confrontarsi quando i cittadini si mobilitano.

La legge regionale sulle telecomunicazioni prevede espressamente la trasparenza, l’informazione e la partecipazione dei cittadini interessati rispetto ai programmi di sviluppo annuali presentati dai gestori (art. 9 Legge Regione Toscana n. 49/2011). La seconda colpa del Comune è quella di non aver sospeso la richiesta del gestore per provvedere prima ad aggiornare il piano della localizzazione delle antenne.

L’ultimo piano comunale è del 2017, è scaduto da tre anni, ma deve essere integrato annualmente di fronte a nuove richieste dei gestori, individuando le opportune localizzazioni.

Aver concesso l’autorizzazione all’impianto a metà dicembre, senza aver convocato i gestori, integrato il piano e individuato soluzioni alternative, è stata una grave mancanza e sottovalutazione della problematica, dei suoi impatti sul quartiere, dal punto di vista della preoccupazione per la salute e per la vivibilità.

Arezzo 2020 per cambiare a sinistra ritiene che a questo punto la Giunta comunale, inadempiente anche alla luce della legge regionale, debba riparare e fare quello che non ha fatto a ottobre: nel riconoscere che doveva operare diversamente, deve convocare il gestore, revocare il procedimento concesso in vista di un celere aggiornamento del piano delle antenne comunali, e comunque prospettare al gestore una localizzazione diversa e meno impattante per la popolazione”.