Ammazza e squarta il suo rottweiler: "È il diavolo": finisce in psichiatria

Orrendo episodio in via Marco Perennio: l’animale colpito cinque volte con la balestra dal padrone sul terrazzo

Ammazza e squarta il suo rottweiler: "È il diavolo": finisce in psichiatria
Ammazza e squarta il suo rottweiler: "È il diavolo": finisce in psichiatria

Orrore in via Marco Perennio. Uccide il suo cane sul terrazzo di casa con la balestra poi lo squarta sotto gli occhi del vicino che, sotto choc, chiama la polizia.

Inaudito episodio di violenza contro gli animali ieri notte: secondo quanto ricostruito dalla polizia, intervenuta sul posto con due volanti, l’uomo, un aretino di 40 anni, ha colpito con cinque colpi di balestra il cane poi ha infierito con un coltello. Il vicino ha chiamato la polizia che, una volta sul posto, una strada appena fuori il centro storico, ha bloccato l’uomo in evidente stato confusionale.

Agli agenti il quarantenne avrebbe dichiarato di aver visto nel cane, un rottweiler, l’immagine del diavolo.

Accompagnato in psichiatria al San Donato l’uomo non è risultato in preda né all’alcol né alla droga. Il quarantenne è stato ricoverato nel reparto in attesa di accertamenti medici e della formulazione delle ipotesi di reato a suo carico.

C’è sempre maggiore attenzione agli animali, da affezione e non. Il codice penale non punisce in modo esclusivo l’uccisione ma anche il maltrattamento, sotto ogni forma. Si parla da tempo della modifica in più punti il codice penale in cui si prevede il carcere nei casi più gravi. In particolare, il testo innalza i limiti della pena per il reato di uccisione portandolo dagli attuali quattro mesi a due anni a da due a sei anni, mentre per quello di maltrattamento si passa dagli attuali tre a diciotto mesi a da uno a cinque anni, ma sempre accompagnati da una multa che può variare dai 5mila ai 30mila euro. Oggi la pena pecuniaria è alternativa a quella detentiva.

Il rottweiler ucciso e squartato dal quarantenne di via Marco Perennio è una delle razze più antiche. La sua origine risale ai tempi dei Romani. Era allora un cane da guardia e da pastore. Scortò le legioni romane quando queste varcarono le Alpi, proteggendo gli uomini e guidando il bestiame. Si sviluppò così, lungo gli anni, una razza decisamente eccezionale di cani da guardia e da gregge, utilizzata anche come animale da tiro.