DANIELE MINNI
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Picchiata dai familiari per il fidanzato. "Quel ragazzo tu non lo devi frequentare"

Odissea di una diciannovenne, denunciati padre, madre e fratello maggiore. E’ stata la preside della scuola a segnalare la grave vicenda ai carabinieri

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Giano dell’Umbria, 5 luglio 2024 – «Non devi frequentare quel ragazzo, non ci piace", per questo una 19enne è stata picchiata, maltrattata e minacciata di morte dalla famiglia, ma l’incubo è finito grazie alla dirigente scolastica. Padre e madre di 45 anni e il fratello maggiore di 21 sono stati denunciati per lesioni e maltrattamenti in famiglia. Ad intervenire, prima che la situazione potesse diventare ulteriormente grave, sono stati i carabinieri della compagnia di Spoleto ed in particolare quelli della stazione di Giano dell’Umbria, su segnalazione della preside dell’Istituto scolastico frequentato dalla 19enne.

La studentessa infatti, vittima da anni di maltrattamenti da parte del padre, ma anche del fratello, esausta della situazione, solo di recente si sarebbe fatta coraggio e avrebbe deciso di vuotare il sacco, trovando rifugio e conforto proprio nella dirigente della scuola che, vista la gravità dei fatti, si è subito attivata. Il contesto è quello di una famiglia di lavoratori immigrati dalla Macedonia, di religione mussulmana. La studentessa ha confidato di subire violenze verbali, psicologiche e fisiche da parte dei familiari che le avrebbero impedito di frequentare liberamente un ragazzo del quale si era innamorata.

La ragazza si sarebbe voluta comportare come tutte le sue coetanee, ma le è stato sempre impedito ed ha raccontato ai carabinieri che in un episodio in particolare è stata minacciata di morte dal fratello e, in un altro, è stata aggredita fisicamente dal padre con pugni al capo ed alla spalla, tanto da dover ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso dell’ospedale di Foligno, da dove è stata poi dimessa con una prognosi di dieci giorni. I maltrattamenti sarebbero iniziati già dal 2021 e nella vicenda è coinvolta anche la madre della giovane.

Acquisita la denuncia, i militari hanno immediatamente attivato il protocollo del ’Codice Rosso’ che ha permesso di porre subito in protezione la vittima. L’attività di indagine è sfociata nella denuncia alla Procura della Repubblica dei tre familiari che, a vario titolo, dovranno rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni. L’autorità giudiziaria ha applicato le misure cautelari per garantire la sicurezza della ragazza. I tre indagati, che rimangono comunque in libertà, sono destinatari del divieto di avvicinamento alla 19enne per e controllati attraverso il braccialetto elettronico.

D. M.