Viareggio, 5 febbraio 2018 - «Hanno arrestato quello che ha investito e ucciso mio figlio? Mi interessa poco ormai... Questo purtroppo non mi restituirà il mio Andrea. Anche quello in definitiva è un ragazzo della sua età che si è rovinato la vita...». Trattiene le lacrime Mario Lucchesi, caposquadra dei vigili del fuoco in pensione, e abbracccia sgomento la moglie Fiorella Checchi. Sono ancora increduli e attoniti di fronte alla tragedia che poche ore prima ha portato via il figlio Andrea: avrebbe compiuto 21 anni a luglio. Nella villetta di via delle Gavine a San Macario in Piano è un viavai di parenti e amici ammutoliti.

Andrea lavorava insieme al fratello maggiore nel distributore di carburanti Esso in viale San Concordio a Pontetetto, gestito proprio dalla madre e dallo zio. Aveva frequentato l’istituto Agrario di Mutigliano, ma poi aveva preferito abbandonare gli studi per lavorare. Un ragazzo brillante e serio, che aveva gareggiato per alcuni anni dell’Atletica Virtus Lucca, cimentandosi in particolare nella corsa ad ostacoli e nel cross country. Sabato sera era uscito con un gruppo di amici. Alcuni, come Fabio Biagini (l’amico travolto insieme a lui e ora in coma), tifosi rossoneri, spesso assieme anche allo stadio per seguire la Lucchese.

«Forse ci restituiranno la salma domani – commenta il padre Mario –, attendiamo il magistrato, poi decideremo per i funerali. Io ho fatto il vigile del fuoco e ho visto tanti morti in incidenti durante il lavoro: adesso mi è toccato vedere mio figlio. Chi se lo aspettava... E’ dura, molto dura». «E’ impossibile farsi coraggio di fronte a tragedie come questa», è tutto ciò che riesce a dire la mamma. I genitori di Andrea erano accorsi all’alba all’ospedale Versilia, ma quando hanno saputo che il figlio non ce l’aveva fatta sono stati colti da un malore e riaccompagnati a casa dai parenti.